Obbligo di confezionare i prodotti

imballaggi obbligatori nei supermercatiMatteo pone una bella domanda: perché nei supermercati i prodotti bio/equi sono impacchettati e gli altri no, costringendo noi consumatori a dibatterci tra dubbi etici?

I prodotti bio devono essere imballati per non confondersi con gli altri di aspetto simile ma di prezzo differente. Il venderli sfusi, inoltre, non dipende solo dal produttore, ma anche dal trasportatore e dal rivenditore.

La legge (Regolamento CE n. 392/2004) cerca di impedire, ad esempio, che delle cassette con il marchio biologico facciano da garanzia a frutta sfusa di altra provenienza.

Per consentire la vendita al dettaglio di prodotti biologici sfusi, produttori, trasportatori e rivenditori devono essere certificati. La certificazione, ovviamente, costa e ai supermercati non conviene; preferiscono mettere in vendita un prodotto sigillato (imballato ed etichettato) all'origine.

L'obbligo di imballo comporta anche un aumento del prezzo (che spiega in parte le differenze di prezzo che vediamo ai sueprmercati).

Anni fa ci furono discussioni molto accese quando si trattò di decidere se portare i prodotti equo-solidali anche nei supermercati. Da una parte le potenzialità di vendita erano enormi e di conseguenza lo erano anche quelle di cambiare il mondo in meglio, arrivando a contattare più gente. Dall'altra si penasava che il commercio equo, fuori dalle botteghe, avrebbe trasmesso molta meno informazione. Negli scaffali dei supermercati non ci sono le fotocopie colorate con la storia della piantagione di banane di Josè e la ragazza rasta che ti fa firmare una petizione.
Vinse il "partito" della grande distribuzione e le botteghe aumentarono la quantità di "non food" che, essendo meno deperibile, è anche più facile da vendere.

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