ILVA, Comitato Taranto Futura denuncia politici per genocidio al tribunale dell'Aja

Torniamo sul caso ILVA per gli ultimi aggiornamenti: genocidio e crimini contro l'umanità causati dall'inquinamento industriale. Questa la pesante accusa rivolta ai dirigenti dell'azienda ed ai politici locali, regionali e nazionali presentata dal coordinatore del Comitato Taranto Futura, l'avvocato Nicola Russo.

Russo ha reso noto nelle scorse ore di aver denunciato politici e gestori dell'impianto siderurgico al Tribunale penale internazionale dell'Aja per la violazione degli articoli 5, 6 e 7 dello statuto della Corte penale internazionale. Un disastro ambientale evidente eppure invisibile a diversi esponenti politici ed autorità preposte al controllo. I recenti dati sui danni sanitari dell'inquinamento industriale sembrano aver restituito la vista e l'olfatto sulla tragedia che si consuma da decenni a Taranto ma la cecità del passato non può restare impunita.

Intanto a Taranto prosegue la protesta degli operai dell'ILVA ancora sugli altiforni: andrà avanti ad oltranza fino al rilascio della nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), slittata oltre metà ottobre. Una scritta: Papà non buttarti giù è comparsa sul muro di cinta dello stabilimento.

A far crollare il morale degli operai ci pensano però le notizie poco confortanti sul rilascio dell'AIA. Il botta e risposta tra i custodi giudiziari e Carla Sepe, a capo della commissione ministeriale incaricata del riesame dell'autorizzazione, non lascia presagire una risoluzione vicina. La Sepe venerdì scorso ha chiesto ai custodi la documentazione relativa agli interventi per la copertura dei parchi minerali. Replica duramente l'ing. Barbara Valenzano, una dei tre custodi:

Il termine temporale del 30 settembre 2012 per la consegna della corposa documentazione richiesta il 28 settembre, a fronte del fatto gli scriventi abbiano dato piena disponibilità a fornire documentazione tecnica già il 17 settembre, previa autorizzazione della Procura e considerato che i responsabili di area, come anche il responsabile AIA aree a caldo, con ogni probabilità, non sono in servizio il sabato, unico giorno utile a formulare una risposta prima della scadenza imposta, indurrebbe a pensare che tali informazioni non siano essenziali ai fini del riesame della Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio degli impianti sequestrati o che la commissione intende escludere tali elementi, invece fondamentali.

Via | Gazzetta del Mezzogiorno
Foto | TmNews

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