Alluvione Messina, Roy Paci chiede un concerto ai big della musica anche per i siciliani

Prosegue l'impegno di Roy Paci per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica ai disastri immani, ma spesso avvolti dal silenzio dei media, che si sono abbattuti nel Sud Italia senza che si attivassero né sms solidali né raccolte fondi di tg nazionali e grandi giornali, né mobilitazioni dei big della musica.

Sulla scia della costruttiva polemica #Semufigghidinuddu seguita all'alluvione di Lipari del 15 settembre scorso, il cantante dalla sua pagina Facebook è tornato sull'argomento alluvioni, ricordando questa volta una tragedia più datata che risale a tre anni fa ma ancora ferita aperta per i cittadini colpiti: l'alluvione di Messina, ennesima tragedia annunciata causata dalla scarsa prevenzione del rischio idrogeologico.

Scrive Roy Paci su Facebook:

Mi congratulo vivamente con i colleghi ed amici artisti come Fiorella Mannoia, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Elisa, Litfiba, Negramaro, Tiziano Ferro, per l’ottima riuscita di Italia Loves Emilia. Ed è proprio per questo motivo, che ribadisco il mio invito ad un secondo BonArmaDay Musica@Palate da realizzare nel messinese, per tutte le famiglie che sono rimaste distrutte dall'alluvione. Nonostante siano passati esattamente tre anni da quella drammatica giornata, molte sorelle e fratelli siciliani, vivono in un territorio al collasso, nel disagio e nella preoccupazione per un nuovo inverno alle porte. Non siamo diversamente alluvionati, siamo solo siciliani che non dimenticano le tante vittime che il fango ha sepolto. Vi ringrazio per la vostra cortese attenzione.

Tra il 30 settembre ed il primo ottobre del 2009 a Giampilieri, in provincia di Messina, una bomba d'acqua trascinò una valanga di detriti sulle case. Il bilancio del nubifragio fu pesantissimo: 37 vittime. Anche Raffaele Lombardo, come Paci, nel terzo anniversario della tragedia parla di tragedia etichettata a torto di serie B:

Una catastrofe, lo dicono i fatti e lo denunciammo già all'epoca, che per troppo tempo è stata considerata di serie "b". La Regione ha profuso tutto il proprio impegno, investito tutto ciò che poteva, anticipando con il proprio bilancio, sempre più ristretto, decine di milioni di euro di fondi Fas, vale a dire finanziamenti che la Sicilia aveva diritto di ottenere e che, colpevolmente, sono rimasti a lungo bloccati nei meandri della burocrazia nazionale.

Foto | TmNews

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