Frutta e verdura a KM0 sono una nicchia e non bastano all'agricoltura italiana

La frutta e verdura a Km0 sebbene siano molto apprezzate dai consumatori italiani (sono 7 milioni i clienti fissi dei mercati del contadino) non bastano a sostenere l'economia agricola italiana. E dunque l'auspicio, o meglio la richiesta di Mario Guidi presidente di Confagricolura è che l'Italia aumenti la sua produzione agricola e che punti a un serio piano di export e che lasci da parte la moda dei prodotti locali:

Quella del chilometro zero, ad esempio. Per carità, va benissimo, suona pure accattivante. Ma resta una nicchia. E invece per conquistare i mercati esteri bisogna aumentare la produzione.

L'analisi Guidi l'ha espressa durante un intervista a Il Corriere della Sera in cui spiega:

Non abbiamo una strategia per la conquista dei mercati internazionali. Bisogna essere più aggressivi e invece noi siamo troppo corretti, a volte pure fessi.


Margini di crescita ve ne sono se solo valutiamo che in Italia si usano 12, 7 milioni di ettaridi superficie agricola contro i 17,8milioni di ettari di superficie disponibile.

Anche il made in Italy molto spesso è sacrificato spiega Guidi:

Diverse nazioni non accettano i nostri salumi perché abbiamo tre regioni, Calabria, Campania e Sardegna, che non riescono a sconfiggere due malattie dei maiali. Basterebbe vietare a queste tre regioni di vendere al di fuori del loro territorio e potremmo invadere i mercati.

Ma poi sui nostri mercati accettiamo merce proveniente dall'estero come nel caso dell'olio di oliva e dei pomodori dalla Spagna. Guidi non lo dice esplicitamente ma cita l'esempio delle pere italiane rigettate negli Stati Uniti con una serie di cavilli burocratici.

Via | Confagricoltura
Foto | Confagricoltura

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