A Greener Apple, Greenpeace ha vinto (in parte)

Greenpeace e AppleVi ricordate la campagna di Greenpeace per "inverdire" la Apple? Ne abbiamo parlato a lungo anche su Ecoblog.

Ebbene, ieri sera è successo: Apple, anzi Steve Jobs in prima persona, ha dichiarato che sì, è venuto il tempo per una "Greener Apple" (qui il comunicato su Apple.com, la traduzione in italiano su Melablog, il sito della campagna di Greenpeace).

La mia opinione è che sia un momento abbastanza importante questo, perché si tratta di una vittoria di un'associazione ambientalista (anche se parziale, Greenpeace dice che le dichiarazioni di Apple devono essere l'inizio di un percorso per l'abolizione dei veleni nell'elettronica e non la fine) che rompe con successo la tradizione ecologista di impostare il discorso sempre al massimo della vis polemica.


Al posto di stigmatizzare Apple come azienda sporca, di spaventarla puntando tutto sul tentativo di danneggiarne l'immagine, come generalmente si procede in questi casi, è stato scelto di fare il contrario, di mettere in primo piano quanto di positivo l'azienda già incarnava, in questo caso il design del prodotto di qualità altissima.

Così come Apple è leader nel design - ha sempre sostenuto Greenpeace in due anni di campagna - allo stesso modo potrebbe essere leader nelle politiche ambientali. Insomma una campagna in positivo, davvero pacifista nel senso meno inflazionato della parola.

Guardate come inizia il comunicato del leader di Apple:


Apple è stata criticata da alcune organizzazioni ambientali per non essere una leader nella rimozione di componenti chimiche tossiche dai suoi prodotti, e per non aver riciclato aggressivamente o opportunamente tali prodotti.

E anche questa frase:


I nostri stakeholder si aspettano di più da noi, e hanno diritto di farlo. Ci vogliono leader di questo settore, così come lo siamo in altre aree di business. Così oggi noi cambiamo le nostre politiche.

Interessante no? Immaginate quanto sarebbe stato più difficile per Apple fare ammissioni così esplicite e coraggiose (poi vediamo se alle parole conseguiranno i fatti, certo, ma Apple in genere non parla mai tanto per parlare) se la campagna di Greenpeace fosse stata tutta improntata nel compito di smascherare Apple come azienda "cattiva", che inquina e che distrugge il pianeta. Sostituendo a livello di comunicazione la critica con l'invito, Greenpeace ha lasciato ampi margini di manovra ad Apple per non perdere la faccia.

Poi, va be', se andate a leggere i commenti su Melablog troverete tutti quegli utenti, simili ad adepti di una setta, che interpretano il comunicato di Steve Jobs come una dimostrazione che Greenpeace ha sbagliato tutto e che è una "bestia nera" per lo sviluppo. Ma questa è un'altra storia.

  • shares
  • Mail
13 commenti Aggiorna
Ordina: