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Carburanti

Il sequestro di CO2 più intelligente del mondo

Tempo fa vi ho parlato dell’energia biologica, cioè dello sfruttamento del metabolismo degli organismi viventi per produrre energia. Un gruppo del MIT sta infatti sperimentando dei fotobioreattori riempiti di alghe verdi capaci di produrre idrogeno. Ma nel Massachussets non ci sono solo gli studenti del MIT ad occuparsi di energia biologica: esiste anche la Green Fuel Technologies Corporation, un’impresa di Cambridge che ha brevettato un sistema di produzione energetica dalle alghe.

Il processo inventato dalla Green Fuel si chiama Emissions-to-Biofuels™ (E2B™), cioè a dire “da emissioni inquinanti a biocarburanti”. La produzione energetica parte infatti dall’anidride carbonica recuperata da centrali elettriche a carburanti fossili o da altre fonti antropiche di CO2.

L’anidride carbonica sequestrata viene introdotta nei bioreattori, dove sono presenti le alghe sospese in una soluzione di nutrienti ottimizzata per la loro rapida crescita. Il processo funziona come un ciclo: crescono continuamente nuove alghe e ne viene continuamente raccolta una parte, che – una volta essiccata – è a tutti gli effetti una biomassa ad alto contenuto energetico.

Questa biomassa algale può essere poi convertita in etanolo, metano, biodiesel e se ne possono ricavare anche altri prodotti utili, come la biomassa solida o l’idrogeno. Le opzioni di uso del prodotto algale sono veramente molteplici: si possono ad esempio usare i carburanti direttamente nell’impianto dal quale si è sequestrata la CO2 per produrre energia, oppure avviarli alla distribuzione come carburanti da trasporto. Uno dei vantaggi più grandi dell’invenzione della Green Fuel è che, una volta ottenuta la biomassa algale, per ricavarne i vari carburanti possibili non sono necessarie tecnologie ed impianti ad hoc, ma si possono benissimo usare i processi e le tecnologie esistenti.

Si tratta di un’idea veramente capace, come si suol dire, di prendere due piccioni con una fava: la soluzione della Green Fuel consente infatti di sequestrare CO2 (con tutto ciò che questo significa in termini di certificati verdi) e di produrre energia e – nel caso dei biocarburanti – consente anche l’affrancamento dall’agricoltura.

Ormai chi ha a cuore l’ambiente sa che la produzione di biocarburanti porta con sè numerose conseguenze nefaste: un sistema di questo tipo potrebbe eliminarle tutte in un sol colpo.

Ciliegina sulla torta, il sistema della Green Fuel richiede pochissima energia per funzionare, perché usa la luce solare per far avvenire la fotosintesi nelle alghe, quindi il sistema ha un notevole surplus energetico. Anche il rapporto fra ingombro dei fotobioreattori ed energia prodotta non fa rimpiangere le agroenergie, dove per ottenere la stessa quantità di energia va usata molta più terra (che fra l’altro deve anche essere fertile).

In pratica, l’invenzione dell’impresa di Cambridge può essere pensata come un 3-in-1: fonte energetica, sistema di sequestro dell’anidride carbonica e metodo alternativo di produzione dei biocarburanti.

E’ veramente raro trovare tecnologie così risolutive su più versanti allo stesso tempo: questa sì che è tecnologia!

Via | Green Fuel Technologies Corporation

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