I produttori di EV si danno al lusso: e l'ambiente?

Ormai sono sempre di più i produttori di veicoli elettrici (EV) che puntano alla potenza con l'obiettivo di sfondare sul mercato del lusso, dove i danari scorrono più copiosi e consentono di finanziare quella ricerca & sviluppo di cui l'elettrico abbisogna.

Il problema è che – ormai lo si è capito - le grandi case automobilistiche, che avrebbero il cash-flow adatto, non hanno alcuna intenzione di investire nelle auto elettriche. Il settore è quindi lasciato totalmente in mano alle piccole imprese, tanto in Europa quanto negli USA.

Soprattutto in California, nell'area di San Francisco, grazie agli abbondanti capitali di rischio americani, sono nate diverse start-up sicure di avere a portata di mano la tecnologia idonea a favorire l'adozione su larga scala dei veicoli elettrici. La famosissima Tesla Motors, finanziata dai giganti Google e Paypal è un esempio, ma anche la Wrightspeed pare aver raggiunto risultati interessanti e si appresta a seguire la strategia della Tesla: buttarsi con l'elettrico sul segmento del lusso.

Ma dal punto di vista ambientale, ha senso limitarsi alla nicchia degli abbienti, invece che attaccare il mercato di massa?

Il signor Wright non ha dubbi: “Catturando il 10% del mercato delle auto ad altissimo consumo, si risparmierebbe più carburante che trasformando in elettriche il 100% delle auto a benzina già efficienti”. Possibile? Si tratta di un'affermazione importante, che sarebbe interessante verificare, soprattutto perchè un altro signore che lavora nel ramo la pensa diversamente.

Sto parlando di Elon Musk, CEO della Tesla Motors, che, a proposito della strategia a lungo termine della propria azienda, dice:
“Abbiamo davvero bisogno di un'altra auto sportiva ad alte prestazioni? Quest'auto farà davvero la differenza per quanto riguarda le emissioni globali di gas serra? [...] Le risposte sono: no e non molto. Ma non è questo il punto, a meno che non si comprenda il vero piano segreto [della Tesla]. Quasi tutte le nuove tecnologie hanno inizialmente alti costi unitari prima di essere ottimizzate e questo è vero anche per i veicoli elettrici. La strategia della Tesla è di entrare nella fascia alta del mercato, dove i clienti sono disponibili a pagare di più e per poi arrivare il più velocemente possibile a volumi di produzione più alti e quindi a prezzi più bassi per ogni modello successivo. [...] Quando qualcuno acquista una Tesla Roadster, la vettura sportiva, aiuta a pagare [la ricerca necessaria per] lo sviluppo delle auto familiari a basso costo.”

Sono curioso di sapere chi ragione: il Signor Wright o il Signor Musk? Le auto di lusso ed i SUV, pur circolando in numero ridotto, sono davvero abbastanza inquinanti da superare le emissioni di tutte le auto efficienti (tipo Euro 4)? Oppure per ridurre in modo significativo le emissioni va attaccato il mercato delle familiari? Chi ha dati e considerazioni in merito non faccia l'egoista e le condivida con i lettori di ecoblog. Tutti quelli che invece non hanno dati da snocciolare, possono contribuire a formare la vox populi rispondendo al sondaggio.

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