Ecoblogger sotto la lente: Eugenio

Eugenio Orsi, Ecoblogger

Concludiamo le presentazioni dei blogger di ecoblog intervistando il nostro patriarca: Eugenio.

Che cosa ti ha portato nel mondo dei blog?
Nel 2002-2003 era una cosa ancora nuova.

Apri un nuovo blog ogni poche settimane... Pensi di essere un blogger compulsivo?
Credo sia un riflesso condizionato. Il mio ultimo blog personale, Capita a tutti di fare cazzate, vorrebbe essere un database sulle cazzate che tutti noi combiniamo (tipo cadere nel Tevere per sbaglio, dare fuoco al gatto, ecc...) è un modo per espiare collettivamente questi piccoli eventi che si avvicendano sul limite che separa il comico dal drammatico.

Come sei arrivato su ecoblog?

All'epoca lavoravo su Verdi.it il portale del partito dei Verdi. Era il 2005 e l'idea dei blog come strumento di informazione era ancora nuovissima, io leggevo Ecoblog con grande interesse e stupore perché lo trovavo un mezzo cento volte più veloce e intelligente dei portali per cui lavoravo. Il mio primo post su Ecoblog è stato un commento allo scontro fra Legambiente e Italia Nostra sulla questione della Metro C di Roma. Sono appena tornato a leggere quel post e non sai quanto il mio stile sia cambiato da allora. Scrivevo ancora con gli stereotipi tipici del giornalismo, con quelle costruzioni sintattiche che oggi come oggi non riuscirei più ad usare senza sentirmi a disagio. I blog mi hanno insegnato che evitare i formalismi, non significa rinunciare alla qualità, anzi.

Perché te ne sei andato? Non ci ami più? Hai un'altra? Un altro?!!
...Molti altri????!!!!!

Da Ecoblog dici? Ecoblog è stato uno dei più bei successi professionali che ho avuto fin ora. Insieme a Lumachina e Bricke abbiamo trasformato questo blog (che quando l'abbiamo preso in mano era finito abbandonato) sino a farlo diventare il principale punto di riferimento per la comunità ambientalista in Italia, per lo meno in termini di popolarità e page view. Quando abbiamo iniziato non ci credeva nessuno, parlavo con altri esperti di comunicazione ambientale e nessuno mi prendeva su serio. Nell'ambientalismo non c'era (e forse non c'è) attenzione all'impatto di internet sulla vita di tutti i giorni. Vedevo i siti delle principali associazioni ambientaliste e mi dicevo: possibile che non si rendano conto che tra tre mesi Ecoblog li supererà?
Ora credo che le cose siano un po' cambiando. Se guardi come lavora Greenpeace International su internet, vedrai che c'è una grossa attenzione alle community, esiste anche una mass networking unit tutta orientata al lavoro sul così detto Web 2.0.
Ah, scusa la domanda era un altra. Me ne sono andato per cause di forza maggiore, Ecoblog è ancora il mio blog preferito.

Ehehehee, ci fa piacere riaverti qui, di tanto in tanto! Ok, proseguiamo: scrivere da blogger è molto diverso dal giornalismo che conoscevi?

Sì lo è. Bloggare però è formula di comunicazione ancora acerba però. Ora bloggare per professione comincia ad essere un cosa non comune, ma comunque non più sorprendente. Però io comincerò a credere davvero nel blogging quando vedrò blog in grado di mandare i propri blogger 24 ore per strada a cercare le notizie. Quando il pro-blogger inviato sarà una figura comune allora si potrà parlare di una vera rivoluzione.

Con quante dita scrivi?

Dieci.

Qual'è il primo sito che apri, ogni mattina?

In questo periodo Artsblog. La creatività è qualcosa che mi infonde tantissima gioia. Abbastanza per affrontare anche la più dura delle giornate.

E l'ultimo che chiudi, alla sera?

Una guerra di tab.

Quali sono i tuoi argomenti ambientali preferiti (a parte le ragazze ben dotate)?

Mah guarda quella che io sono fissato con le donne è una leggenda che alimenti tu. Chiedi in giro, ho un sacco di amici che mi sfottono per il mio tasso di ossessione per le ragazze, che giudicano troppo basso per non essere sospetto.

Chiederò, ma credo di conoscere solo tue amiche per cui non so se vale! Fonte energetica rinnovabile preferita?

Solare tutta la vita.

Di quale tuo comportamento ecologico vai fiero?

Quando avevo 20 anni pensavo in continuazione a come inquinare di meno. Ora che ne ho 28 non lo faccio più. Eppure il mio stile di vita non è cambiato. La verità è che il comportamento individuale conta meno di quello che pensiamo.

E quale vorresti ma non puoi, vorresti ma non sai, vorresti ma rimandi...?

Vorrei non prendere l'aereo. L'ultima volta che sono venuto in Olanda ho preso il pullman ci ho impiegato 24 ore, mi sembrava di impazzire. Alla fine hanno vinto i low-cost

(Ti capisco. Io prendevo un treno notturno, era comodissimo ma l'hanno abolito). Pensi che ce la faremo a cambiare il mondo in meglio?

No. Sono convinto che tutti gli uomini, anche i più grandi, vivono la storia e che la storia non la faccia nessuno. In altre parole il grado di intenzionalità che la specie umana può dare nella direzione in cui va il mondo è minimo. Siamo poco più che spettatori di questo mondo che nel bene e nel male è comunque bellissimo.

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