L'EFSA boccia lo studio sugli OGM di Séralini

Scende in campo l'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, in merito allo studio del prof. Séralini sulla tossicità degli OGM con un avviso preliminare pubblicato ieri e parecchio critico verso i risultati delle ricerche condotte dallo scienziato francese.

Scrive l'Autorità, che preannuncia che questa valutazione è solo il primo di due stadi che andranno a comporre il giudizio finale che sarà completato da una seconda analisi condotta a fine ottobre e supportata dalle informazioni supplementari richieste agli autori dello studio:

La recensione iniziale dell’EFSA ha trovato inadeguati il disegno dello studio, la descrizione dei risultati e la loro analisi, così come descritti nell’articolo. Per poter comprendere appieno lo studio, l'Autorità ha invitato gli autori Séralini et al. a mettere a disposizione alcuni importanti dati supplementari. Tali carenze comportano che l'EFSA, allo stato attuale, non è in grado di ritenere le conclusioni degli autori scientificamente fondate. I numerosi problemi riscontrati nella progettazione e nella metodologia dello studio, così come descritti nell’articolo, implicano l’impossibilità di trarre conclusioni circa l’insorgenza di tumori nei ratti oggetto dell’esperimento. Pertanto, sulla base delle informazioni pubblicate dagli autori, l'EFSA non ravvisa la necessità di esaminare da capo la propria precedente valutazione della sicurezza del mais NK603, né di prendere in considerazione tali risultati nella valutazione del glifosato attualmente in corso.

Non ci facciamo mancare la replica del Prof. Séralini raccolta da Reporterre nel video dopo il salto.

Prima questione: non è stato ben evidenziato il controllo sulle microtossine presenti nell'alimentazione degli animali:

Séralini risponde che ha seguito tutte le regole relative alle buone pratiche di laboratorio:

seguite dalla maggior parte dei laboratori che effetuano sperimentazioni. E' stato effettuato il controllo sulla composizione del cibo e la presenza di microtossine e di altri elementi ma non è stato possibile elencarli tutti in dettaglio nell'articolo principale.

Seconda questione: il gruppo di ratti maschi e femmine studiati era troppo ristretto: 10 animali e ciò vizia i risultati.

Ecco la risposta:
Si può sempre fare di meglio. L'ideale sarebbe avere 65 ratti per gruppo ma è impossibile. Tutti gli studi si fanno di solito con gruppi di dieci ratti. Il mio è uno studio sulla tossicologia e non sul cancro e le norme OCDE prevedono 10 ratti per gruppo.

Terza questione: su 10 individui per gruppo il valore statistico dei risultati osservati è fallace.

Seralini risponde:

Lo si può contestare a tutti gli studi. Il 98% degli studi sulla ricerca tossicologica valuta tre quattro ratti per gruppo e gli studi suglio OGM durano circa 3 mesi e comprendono dieci ratti per gruppo così come ha fatto d'altronde la stessa Monsanto ma loro non pretendevano il ritiro del mais OGM.

Quarta questione: la specie di ratti utilizzati per la speriementazione Sprague-Dawley, presenta spontaneamente forme di cancro.
Risponde Séralini:

E' la medesima specie usata per tutti i test e anche quella usata per omologare gli OGM e i tumori si sono sviluppati alla fine degli esperimenti. I ratti si sono dimostrati più sensibili ai tumori e lo studio ha dimostrato per perturbazioni ormonali indotte dall'alimentazione comprendente OGM e il pesticida Roundup.Le osservazioni condotte sono state diverse: anatomo-patologiche, biochimiche, microbiologiche e comportamentali.

Quinta questione: altri studi sono stati condotti a lungo su animali nutriti con OGM, lo studio del prof. Séralini non sarebbe eccezionale.

Gli studi condotti fino a ora non sono tossicologici e precisa che lo studio che ha diretto è il più lungo sull'OGM mais NK 603. Non esiste uno studio di lungo termine sull'esposizione al pesticida Roundup. La maggiorpare degli studi in circolazione riguardano il componente principale il glifosato ma non sul Roundup in quanto tale.

Sesta questione: Se gli OGM risultano essere così nefasti come sembra emergere dallo studio perché non si fanno studi piuttosto che sugli animali, sulle persone che li consumano da oltre 10 anni come negli Stati Uniti?

Seralini risponde che:

Non vi è monitoraggio sugli OGM e che dunque non può effetuare uno studio epidemiologico sugli alimenti trasgenici. Sono aumentati i casi a carico di patologie epato-renali ma non si possono attribuire agli OGM e al Roundup ma a prodotti alimentari che fanno male alla salute.

Settima questione: che accradrà a Argentina e Brasile che coltivano la maggior parte degli OGM?

Séralini risponde che:

è un peccato che abbia lavorato sugli OGM una piccola squadra di ricerca come quella di Caen ci sarebbe una grande necessità di capire come funzionano le malattie croniche. Il sistema ormonale sembra perturbato dai prodotti OGM e non è normale che non vi siano studi a lungo termine in merito.


Via | EFSA, Le Monde, Movimento Libertario, Reporterre
Foto | Seyilaabe

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