Senato: nucleare e carbone vanno incentivati

Nucleare in Italia: il Senato lo vuole?Nucleare in Italia? L'opposizione ci prova.

Martedì il governo è stato battuto per quattro volte in Commissione Industria del Senato, dove si discuteva il cosiddetto “Ddl energia” (la legge delega per il completamento della liberalizzazione dei settori dell'energia elettrica e del gas naturale e per il rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili).

L’opposizione è riuscita a far passare due emendamenti che il senatore di FI Aldo Scarabosio (presidente della Commissione Industria) presenta così: "Il primo impegna il governo a creare condizioni favorevoli all'installazione di impianti di energia elettrica mediante carbone pulito ed energia nucleare in Italia e all'estero; l'altro a determinare, attraverso l'attivazione di negoziazioni e stipule di accordi internazionali, le condizioni favorevoli per la promozione di società italiane che intendono investire in impianti situati all'estero per la produzione di energia e combustibile nucleare".

Scarabosio si è detto molto soddisfatto dell’orientamento passato in Commissione: "Un risultato di fondamentale importanza, che serve ad avvicinarci alle scelte dei paesi europei e a scalfire il vecchio tabù di un ecologismo di facciata fuori dalla realtà".

Per la maggioranza, ha commentato il voto il senatore dei Verdi e vicepresidente della Commissione Industria Marco Pecoraro: "Sappiamo che su alcuni temi, purtroppo, l'opposizione in Commissione Industria è maggioranza. E' una cosa nota di cui è inutile stupirsi. A questo danno porremo rimedio nel corso dell'esame in aula, nella speranza che ci sia una presa di coscienza più concreta sulla necessità di incentivare con convinzione le fonti rinnovabili. Il nucleare – ha continuato Pecoraro - è una energia insostenibile per il nostro Paese e anche l'Europa ogni giorno ci dice che le rinnovabili sono l'unica soluzione. E il carbone cosiddetto 'pulito' è una contraddizione in termini e non è certo un'alternativa. L'Europa tutta si è appena impegnata a ridurre del 20 per cento le emissioni di CO2 entro il 2020, solo le fonti rinnovabili possono portarci a questo risultato. Addirittura ieri il ministro dell'ambiente tedesco ha presentato un piano per arrivare ad una riduzione del 40 per cento. Non permetteremo che l'Italia sia il fanalino di coda dell'Europa".

Il ministro nonché senatore Alfonso Pecoraro-Scanio ha più volte dichiarato di pensarla come Rubbia e di non ritenere che il carbone “pulito” esista. Anche sul nucleare la sua posizione contraria è sempre stata piuttosto tassativa. Dato che la legge in esame al Senato è una delega per il governo, dubito che il ministro dei Verdi possa avallare grandi incentivi al carbone "pulito" senza perdere la faccia. Ciò nonostante, quello in Commissione industria è un vero braccio di ferro fra lobby. Nell’ambito della discussione del Ddl energia (n. 691) sono stati trattati anche temi come quelli degli inceneritori (termovalorizzazione dei rifiuti) e della liberalizzazione del settore energetico.

Tanto per dare un’idea di quanto succose siano le discussioni in Commissione e di quanto contino le lobby, vi segnalo - a proposito di separazione della rete del gas dalla vendita - qualche riga del resoconto della 53° seduta (8 maggio): “[…] dichiarano il proprio voto contrario i senatori MANINETTI (UDC) , POSSA (FI) e BORNACIN (AN) , motivato dalla preoccupazione di non pregiudicare l'attività dell'Eni.
Il relatore CABRAS (Ulivo) osserva brevemente che motivo di preoccupazione principale dovrebbe essere la questione dell'incidenza dei costi del gas sui cittadini utenti.”

Se la situazione è questa, una cosa è certa: ci sarà battaglia.

» Governo battuto in Commissione Senato sul DDl Energia su centumcellae.it

» Energia/ Forza Italia batte la maggioranza sul tema del nucleare su Affari Italiani

» Nucleare. Marco Pecoraro: energia insostenibile, lavoreremo per fonti rinnovabili sul portale della Federazione dei Verdi

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