Mondiali di Sci 05, l'Europa condanna l'Italia

L'UE condanna l'Italia per i Mondiali di Sci di Bormio 2005 Questa volta il comportamento "ecosportivo" viene dalle istituzioni europee. No, non hanno organizzato nessun campionato rinnovabile e a impatto zero, ma hanno dato una sonora tirata d’orecchie a chi non ha saputo o voluto coniugare i valori sportivi con quelli di protezione dell’ambiente, ovvero a noi.
E' di pochi giorni fa infatti la notizia che la Corte Europea di Giustizia di Lussemburgo ha condannato l'Italia per le opere realizzate durante i Mondiali di Sci del 2005 a Bormio, opere che hanno violato le normative UE sulla protezione dell'ambiente, la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat.

In quella occasione, 25mila metri quadri di bosco sono stati abbattuti a Santa Caterina Valfurva all'interno del parco nazionale dello Stelvio per l’ampliamento degli impianti da sci che dovevano ospitare le gare femminili. Il disboscamento ha comportato il taglio di 2500 alberi a quote comprese tra i 1700 e i 1900, andando anche a toccare zone di protezione speciale a interesse comunitario, le cosiddette ZPS. Il disboscamento infatti, oltre ad essere un grave danno in sé e per sé, ha causato anche l’interruzione della continuità tra gli habitat protetti, provocando enormi problemi alla fauna del luogo. Oltre ad aver violato le normative in materia, l’Italia non ha fatto tutte le necessarie valutazioni preventive degli impatti delle opere, né ha messo in campo adeguate misure di compensazione, lasciando una profonda ferita su un territorio di alto valore naturalistico e sottoposto a tutela.

A peggiorare la situazione, una volta disboscato è stato costruito un ponte di 50 metri, in parte abusivo, per collegare due piste da sci, una fetta di montagna è stata tagliata per fare posto a dei parcheggi, e a 2800 metri di quota fu costruito un mega-albergo spacciato per rifugio. Su tutte queste opere ci sono esposti e indagini in corso.

A Maggio di quest’anno era stata presentata la richiesta di condanna dell’Italia presso la Corte di Giustizia, in seguito a una denuncia fatta da Legambiente già nel 2003, anno in cui il Parco diede il via libera alle opere. e ora la richiesta è stata accolta. Attendiamo di sapere quali saranno le conseguenze. Ricordo che l’Italia è tra i primi paesi in Europa per infrazioni alle normative europee in materia ambientale.

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via | Legambiente

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