L'Ilva replica alla procura di Taranto: "Spegneremo gli altiforni"

La risposta dell'Ilva al provvedimento della procura di Taranto sullo spegnimento degli impianti non si è fatta attendere molto e, nonostante la poca suspence, la sorpresa per molti c'è stata: contrariamente a quanto sostenuto nel provvedimento in merito alla scarsa collaborazione, l'azienda avrebbe già avviato lo spegnimento degli impianti, stando a quando dichiarato dal direttore dello stabilimento Adolfo Buffo.

In una conferenza stampa trasmessa ieri pomeriggio in Tv, Buffo sostiene che, per esempio, il cronoprogramma per lo spegnimento dell'altoforno 1 è già stato consegnato ai custodi giudiziari dell'Ilva il 4 ottobre scorso: lo spegnimento è previsto per i primi di dicembre; direttamente collegate all'altoforno 1 le batterie 5 e 6.

Secondo Bruno Ferrante, che il 2 ottobre ha scritto una lettera alla procura, questa operazione sull'altoforno 1 avrà ricadute pesanti sull'occupazione sulle quali l'Ilva sta lavorando:

Si verificherà un esubero di 942 unità lavorative che però saranno completamente ricollocate o utilizzate in maniera differente nello stesso stabilimento di Taranto.

Relativamente all'altoforno 5, il più grande d'Europa e vero "pomo della discordia" dell'enorme polo siderurgico tarantino, l'Ilva fa sapere di aver dato incarico alla ditta lussemburghese Wurth di cominciare le attività relative allo studio di spegnimento, analisi che dovrebbe terminare il 22 novembre prossimo.

Le valutazioni sull'impatto occupazionale dello spegnimento dell'altoforno 5 non sono ancora complete, ma gli esuberi questa volta potrebbero essere molto superiori: nell'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) l'Ilva ha indicato anche i tempi di rifacimento degli altoforni: luglio-dicembre 2015.

Se poi ci sono delle altre cose che non abbiamo saputo fare o altro, penso che ci sarà ancora la possibilità di farle fare a terzi.

ha affermato in conferenza stampa Buffo; il tentativo dell'Ilva, è evidente, è quello di gettare acqua sul fuoco delle polemiche con la procura.

Certamente i tempi indicati dall'azienda sono lontani da quelli imposti dal provvedimento della procura (entro e non oltre l'11 ottobre prossimo): per comprendere una delle problematiche che scaturiranno dallo spegnimento degli altiforni basti pensare che l'Ilva da lavoro a 12mila persone, più 8mila dell'indotto, e lo scorso anno ha prodotto il 30% dell'acciaio utilizzato in Italia (8,5 milioni di tonnellate complessive).

Via | Ansa
Foto | TmNews

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