Gli Ogm che nessuno vuole

ogm1“Escluderemo nei nostri prodotti destinati all’alimentazione umana e animale i geni provenienti dall’uomo o da animali”. Parla chiaro il presidente di Assobiotec, Roberto Gradnik, annunciando la svolta che dovrebbe tranquillizzare una buona fetta di consumatori terrorizzati dagli Ogm. E questo Gradinik lo sa: “Non possiamo certamente ignorare che, al di là degli assunti scientifici, l’utilizzo di geni di provenienza umana e animale provoca una certa apprensione – ancorché ingiustificata – nei consumatori. Al pari delle modifiche ottenute attraverso il trasferimento di geni codificanti allergeni noti”. In effetti secondo un sondaggio di Eurobarometro il 62% di cittadini europei e il 77% di quelli italiani che si dicono molto preoccupati della presenza di organismi geneticamente modificati negli alimenti.

Contemporaneamente (nel corso della stessa conferenza stampa) a questo annuncio accade che il Ministro delle politiche agricole, Paolo De Castro annuncia il via a 9 protocolli per la sperimentazione di ogm in campo agricolo. Immediate le reazioni di ambientalisti e agricoltori: “L’apertura del ministro De Castro al biotech in agricoltura è un grave errore – ha detto Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – perché le conseguenze sulla salute dei consumatori sono tuttora incerte e i rischi di contaminazione tra le colture, specie quelle a larghissima diffusione come la vite, l’ulivo, il pomodoro e il mais, sono altissimi. L’agricoltura italiana non ha bisogno di ogm ma di qualità”.

Coldiretti ha invece ricordato la propria tolleranza zero nei confronti del rischio di contaminazioni Ogm: il successo del “made in Italy” ha fondamento sulla qualità e il legame territoriale dei prodotti. Un patrimonio che verrebbe distrutto dall’inquinamento biotech.

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