L'importanza delle zone umide in un ambiente urbano sostenibile, una lezione dall'Iraq

deserto iraq

Che ruolo ha avuto la diffusione dell'irrigazione nello sviluppo delle città? La scomparsa delle zone umide ha fatto spazio e dunque è stata la premessa di insediamenti urbani stabili o un tempo città e zone umide coesistevano? Dall'Iraq, area dell'antica Mesopotamia dove nacque la civiltà, arrivano alcune scoperte che ribalteranno il ruolo cruciale attribuito all'irrigazione nella produzione di cibo per le città.

L'archeologa ed antropologa Jennifer Pournelle, afferente alla School of Earth, Ocean, and Environment della University of South Carolina, sostiene infatti che furono proprio le aree umide il terreno fertile per la nascita delle città in Mesopotamia. Molti archeologi, ecologisti e scienziati ambientali, spiega la Pournelle, sono convinti che le città si siano sviluppate perché qualcuno ha inventato e gestito i sistemi di irrigazione. La mia tesi, prosegue la Pournelle, è che l'irrigazione si sia invece resa necessaria in seguito, con l'espansione delle città e l'allontanamento progressivo dalle zone umide.

Non è un dettaglio trascurabile e oggi, afflitti come siamo dalla scarsità idrica che causa carestie e perdite di raccolto immani, potremmo farne tesoro per ripensare l'agricoltura, preservando le aree umide, ricche di nutrienti e biodiversità, e risparmiando acqua.

Nella città di Eridu, il più antico insediamento del mondo, gli archeologi hanno scoperto che i terreni paludosi coesistevano con la città al momento della sua nascita e del suo fulgore. Facevano dunque parte attiva della città e non erano un ostacolo alla sua formazione.

Dobbiamo prestare attenzione alle città, spiega l'antropologa, quando si parte privandole delle loro zone umide. La sostituzione di zone umide con le colture irrigue rende le risorse di un territorio intrinsecamente più fragili a lungo termine:

Le zone umide sono più resistenti dei suoli drenati e arati, perché hanno ecosistemi molto più robusti, con non solo un sacco di biodiversità, ma anche più concorrenti in ogni nicchia ecologica. La competizione delle specie in ambienti asciutti porterà al prevalere di alcune ed alla scomparsa di altre, in ambienti umidi invece ne nasceranno delle nuove con la scomparsa di altre, in un sistema di autocorrezione e resilienza di cui può far parte anche l'uomo e difficilmente un solo evento catastrofico riuscirà a rompere questo equilibrio.

Nel Sud dell'Iraq, Saddam Hussein tra il 1997 ed il 2001, ha ordinato il drenaggio forzato di tutte le paludi, operando in un decennio cambiamenti idrogeologici che si verificano naturalmente in centinaia di anni. Quella terra oggi è arida, troppo salina per le coltivazioni. L'ecosistema è al collasso e la contaminazione ambientale senza precedenti sta aumentando la mortalità tra la popolazione infantile e negli anziani. L'Iraq per sopravvivere nei prossimi anni dovrà cercare una soluzione al danno ambientale causato dalle politiche draconiane di Saddam Hussein nella zona ed il ripristino delle zone umide è cruciale per ritrovare l'equilibrio.

Via | University of South Carolina
Foto | Flickr; Credit: Nagham Darweesh

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