Australia, aperto il più grande parco solare del paese

Mercoledì l'Australia ha acceso il parco solare più grande dell'isola, parte integrante (e da ieri attiva) del nuovo piano energetico nazionale, dagli ambizioni obiettivi sulle energie rinnovabili.

10 megawatt che illumineranno oltre 3mila abitazioni di cittadini australiani: la joint venture tra l'azienda energetica statale Verve Energy e la multinazionale statunitense General Electric ha portato alla creazione del grande parco Greenough River Solar project, appena fuori dalla cittadina di Walkaway.

L'obiettivo australiano è di ottenere, entro il 2020, il 20% della propria energia prodotta da fonti rinnovabili, ma dovrà tagliare parecchio sull'approvigionamento da carbone e gas per raggiungere il target.

L'impianto arriverà a produrre, in futuro, 40MW e rappresenta già il più grande investimento di General Electric in Australia: l'energia prodotta verrà acquistata dalla Western Water Corporation Australia per alimentare un impianto di dissalazione poco distante.

Nonostante gli ingenti investimenti, il piano energetico rinnovabile australiano è osteggiato da alcune aziende energetiche ed alcuni distributori del paese che vorrebbero ridurre gli obiettivi vincolanti sulle energie rinnovabili (RET), attualmente oggetto di una revisione di routine; i tagli sulle rinnovabili condurrebbero, secondo le grandi realtà energetiche "verdi", letteralmente devastare l'industria nascente.

Come spiega Kane Thorn, direttore strategico del Clean Energy Counsil:

Se gli obiettivi per le energie rinnovabili dovessero essere ridotti o, di fatto, rimossi il risultato sarebbe che l'industria potrebbe finire in un dirupo. Morirebbe nel giro di breve.

C'è poi un problema evidente legato agli investimenti, che verrebbero a mancare qualora gli obiettivi venissero ridimensionati; investimenti che, ad oggi, porterebbero l'Australia a produrre nel 2020 41.000 Gwh, più di un quarto della fornitura totale, direttamente da fonti rinnovabili.

Tuttavia gli esperti riscontrano un rallentamento della domanda energetica piuttosto costante, e che secondo TRUenergy, una delle utility leader del settore in Australia, dovrebbe portare ad una revisione degli obiettivi, che potrebbe far risparmiare 25miliardi di dollari allo Stato, o 840 dollari ad utente.

L'Austrlian Coal Association (l'associazione di imprese del settore carbonifero) chiede invece l'annullamento degli obiettivi per le energie rinnovabili perchè il mercato verrebbe (fortunatamente mi viene da dire) quasi monopolizzato dalle rinnovabili.

E' evidente che le pressioni delle lobby energetiche che difendono l'approvvigionamento da combustibili fossili siano improntate a ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, già in difficoltà per carenze di investimenti e per la rottura di molti preconcetti che ancora deve essere completata; le stesse lobby che osteggiano il RET australiano sono quelle che sostengono l'energia mix, cioè un approvvigionamento da fonti miste, con le rinnovabili in quota minoritaria.

Non stiamo parlando di alleanze politiche ma di energia e futuro del pianeta: un minimo di lungimiranza e di rispetto sarebbero un atto dovuto.

Via | Guardian
Foto | WAToday

  • shares
  • Mail