Eco-polo: magliette Lacoste

ecopolo Lacoste

Chiamarsi ecologica ed avere un packaging complesso mi sembra la più eclatante contraddizione di queste magliette.

Ok, il colore usato per tingerle aveva un basso impatto ambientale (indaco). Ok, il cotone era biologico. Ok, la scatola era di cartone riciclato e ricordava quella delle uova. Ma lo stesso i neo green non sono polli da prendere per il naso, sventolando qualità messe apposta in un prodotto per compiacerli!

Lacoste aveva affidato il design di questa serie limitata di magliette a Tom Dixon (ne avevano parlato su deluxeblog). Tom Dixon e' famoso per aver iniziato a produrre e commercializzare oggettistica in plastica biodegradabile (Eco Ware) e per essere il direttore creativo di Habitat.

Personalmente le ecopolo non mi piacciono perché sanno troppo di manierismo pubblicitario. L'anno scorso l'ecologia ha iniziato ad essere trendy, quindi bisognava fare qualcosa di ecologico per non essere OUT. Il problema e' che prima di essere IN, bisogna essere ON (accesi, pensanti, consapevoli di quel che si sta facendo).
Non basta fare mille magliette e venderle a 200 euro l'una per essere ecologici.

Esatto, di queste magliette ne sono state prodotte e vendute solo mille. A distanza di qualche mese dalla loro presentazione, vi chiedo se l'operazione ha avuto successo. Avete visto o sentito parlare di queste magliette? Avete un'immagine della Lacoste più ecologica di prima? Avete voglia di comprarle?

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