Frutta ai pesticidi? No, grazie

pesticidi nel piatto: esce il rapporto di LegambienteUna mela al giorno toglie il medico di torno. Ma ne siamo proprio sicuri? Nessuno vuole togliere a questo frutto le sue grandi proprietà salutiste, ma forse la nostra agricoltura la sta "intossicando" un po’ troppo. La mela è infatti trai prodotti ortofrutticoli più inquinati da pesticidi: solo il 39% del campione esaminato per legge ne è esente, il 30% presenta più una sostanza e il 3,6% è irregolare. A rivelarlo è Pesticidi nel Piatto 2007 di Legambiente, dossier sulla presenza di residui chimici sull’ortofrutta.

Sono vari anni che l’associazione ambientalista svolge questa indagine raccogliendo i dati forniti dai laboratori pubblici provinciali e regionali. In Europa l’uso dei pesticidi per la protezione delle piante o dei prodotti fitosanitari è regolamentato principalemente dalla direttiva 91/414/CEE. La normativa definisce i limiti massimi di residui negli alimenti e la procedura di valutazione per la loro autorizzazione.

Sulla base di questi limiti dal dossier emerge che nel 2006 l’1,3% del campione è risultato irregolare, il 71,5% ne è esente e il resto ha tracce di pesticidi ma nei limiti consentiti. Rispetto all’anno precedente la situazione non sembra essere tanto cambiata, a parte un piccolo miglioramento dei regolari senza residui (nel 2005 pari a 70,7%). Tra i prodotti più inquinati non solo le mele, ma tutta la frutta per la quale solo il 54% non presenta pesticidi e l’1,7% è fuori legge. Percentuale di irregolarità che scende all’1% per le verdure e allo 0,8% per i derivati.

Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, definisce il piccolo miglioramento di cui parlavo come “la conferma della validità delle nostre battaglie a favore di un’agricoltura di qualità”. Ma la strada da fare è ancora tanta. L’associazione, nel suo dossier, mette in luce infatti alcune problematiche da risolvere.

Innanzitutto il problema dei multiresidui: la legge non considera la presenza contemporanea entro i limiti di legge di più principi attivi su uno stesso prodotto. Lacuna da non sottovalutare, visto che dall’indagine emergono casi che definirei preoccupanti, come la fragola siciliana con ben 8 principi attivi.

Altra questione sono i limiti stabiliti per legge sulla base della pericolosità del singolo principio attivo rispetto ad un organismo umano adulto di circa 60 chilogrammi. Non c’è quindi tutela per il bambino che addenta la sua mela ricca di multiresidui! Senza dimenticarci poi di noi donne. Legambiente è però ottimista ricordando l’entrata in vigore del Regolamento 396/2005 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Ue, per il quale si dovrebbe tenere conto della presenza di più pesticidi nello stesso prodotto. Spetta ora all’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare uniformare i livelli massimi di residui in Europa.

Nel rapporto troverete tutti i dati per regione e anche una serie di studi scientifici ed epidemiologici che purtroppo confermano quanto i pesticidi facciano male alla nostra salute. Tra i principali pericoli l’infertilità e l’endometriosi. “Per aumentare la conoscenza di questa ultima patologia – ha detto Pietro Giulio Signorile - c’è ancora molto da fare, soprattutto per analizzare le varie cause che concorrono a determinarla. Fra queste, vari studi scientifici commissionati dall’OMS e dall’Unione Europea, hanno individuato cause ambientali come l’inquinamento chimico, da diossina, PCB e pesticidi.

Come difenderci? Il biologico è una buona via, ma mi dispiace leggere nel rapporto che le analisi condotte su questo tipo di prodotti sono ancora molto poche: parliamo di un campione pari a 394! Qualche controllo in più mi renderebbe tutti più fiduciosa e tranquilla!

Via | Rapporto Pesticidi nel Piatto - Legambiente

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