Salviamo i batteri!

In Economia senza natura: la grande truffa di Ferdinando Boero, ecologo-evoluzionista, troviamo un appello che difficilmente potremmo trovare altrove se non nel libro di un biologo: salviamo i batteri!

Bombardati come siamo da spot di farmaci e detergenti che uccidono ogni minuscolo batterio senza distinguere tra buoni e cattivi e vittime di quell'associazione iperestesa batteri/patologie ormai radicata nell'immaginario collettivo, dimentichiamo che i batteri sono indispensabili alla sopravvivenza di specie infinite volte più grandi e degli stessi equilibri degli ecosistemi.

Gli animali che vediamo nei documentari, spiega Boero, dai delfini alle foche, dai panda alle tigri, sono carismatici, ci commuovono e ci piace pensare che siano buoni e che la natura viva in perfetta armonia ed equilibrio. Ma in realtà queste specie magnifiche, a differenza dei batteri, hanno un'importanza minima nel funzionamento degli ecosistemi. Se scomparissero specie più grandi, continuerebbero a sopravvivere... come è avvenuto innegabilmente dopo la scomparsa dei dinosauri. Ma c'è una catastrofe a cui soccomberebbero sicuramente: la scomparsa dei batteri. I batteri sono decompositori e produttori, senza di loro per la decomposizione gli ecosistemi dovrebbero affidarsi soltanto ai funghi con conseguenze drastiche sugli equilibri ecologici:

Salviamo i batteri dovrebbe essere uno slogan più pregnante di quanto non sia salviamo i delfini, ma non ci sono dubbi che nessuno si commuoverebbe al pensiero dei poveri batteri decimati dalle sostanze chimiche che gettiamo in mare, magari dopo essere passate attraverso il nostro apparato digerente, circolatorio ed escretore. La pipì serve proprio a eliminare le scorie presenti nel sangue attraverso l'eliminazione dell'eccesso di acqua e, in quelle scorie, ci sono anche i medicinali che assumiamo.

Negli ecosistemi ci sono produttori, decompositori e consumatori. Noi siamo consumatori: dipendiamo da produttori e decompositori come i batteri per sopravvivere. Senza batteri simbionti non potremmo digerire il cibo; le piante senza azotofissatori non potrebbero fissare l'azoto. La vita ci sarebbe ancora senza di noi e senza gli altri consumatori, ma non senza i batteri. Un mondo senza batteri, asettico, è un mondo morto.

Foto | Flickr

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