Ufficio svizzero dell'energia: biocarburanti peggio della benzina

Studio dell'Ufficio Federale dell'Energia: il bilancio ecologico dei biocarburanti è peggiore di quello della benzina"I biocarburanti non sono necessariamente più ecologici dei carburanti di origine fossile."

Semplice, chiaro, lineare, diretto. Una frase asciutta di quelle che in Italia è difficile sentire, almeno quando la fonte è governativa.
E infatti questa frase viene dall'Ufficio Federale dell'Energia (UFE) svizzero.

A quanto ne so, è la prima volta che un organo governativo di uno stato dice a chiare lettere una cosa che probabilmente i lettori di ecoblog sanno già, ma che purtroppo pare essere ignota a chi decide come spendere i soldi pubblici. Ma si sa, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...

Per gli orecchi attenti, invece, l'UFE informa di uno studio commissionato dagli Uffici federali dell'energia, dell'ambiente e dell'agricoltura, nel quale vengono esaminati i bilanci ecologici di quattro biocarburanti: bioetanolo, biometanolo, biodiesel e biogas.
La semplicità con la quale i risultati dello studio vengono comunicati sul sito web dell'UFE è disarmante per l'italiano medio:

Sebbene i biocarburanti siano prodotti con materie prime rinnovabili, la coltivazione e la lavorazione di queste ultime può provocare un ampio spettro di problemi ambientali, che vanno dalla concimazione eccessiva e dall'acidificazione dei terreni agricoli fino alla perdita di biodiversità. L'ampliamento della produzione agricola di vettori energetici fa inoltre concorrenza ad altre forme di utilizzo del territorio, quali la produzione di derrate alimentari o il mantenimento di ambienti naturali. Per la valutazione ecologica dei biocarburanti sull'arco di tutto il loro ciclo di vita, occorre quindi considerare anche altri indicatori, oltre all'efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Lo studio svizzero prende in considerazione tutti gli indicatori che vanno inclusi per tracciare un vero bilancio ecologico, cosa che invece non viene mai fatta quando si vogliono decantare le miracolose potenzialità ambientaliste dei biocarburanti. Solitamente infatti i governi - per giustificare i grassissimi incentivi concessi alle agroenergie - sbandierano la riduzione dei gas serra garantita dalle biomasse, dimenticandosi di considerare l'inquinamento prodotto durante la coltivazione e la trasformazione delle materie prime.

Lo studio dà pane al pane e vino al vino: niente è dimenticato nel tracciare le vere conseguenze ambientali della filiera dei biocarburanti. Se la coltivazione avviene in zone tropicali, si verifica il dramma della deforestazione, ettari di foreste bruciate e tonnellate di CO2 nell'atmosfera, per non parlare della fine della biodiversità (foreste pluviali diventano campi di mais). Quando invece la coltivazione avviene in zone temperate, il problema è la bassa resa dei terreni, cui si ovvia facendo un uso massicio di fertilizzanti. Come minimo, dunque, servirebbe una filiera dove la provenienza delle materie prime fosse certificata in modo credibile (cosa che comunque farebbe aumentare i costi di produzione!).

Quindi per gli svizzeri, allo stato attuale, la coltivazione delle materie prime e la produzione dei biocarburanti hanno un impatto ambientale sotto diversi aspetti superiore a quello della benzina e del diesel! (Sì, avete letto bene!)

Non tutti i biocarburanti però vengono per nuocere: come già si è letto su ecoblog, il problema è l'agricoltura a scopi energetici. Il bilancio ecologico dei biocarburanti di origine non agricola è migliore: è questo il caso di materie prime come legno, residui e rifiuti. Il legno perchè come materia prima implica una lavorazione minore rispetto a quella dei prodotti agricoli, ed i residui e rifiuti perchè diminuiscono le emissioni dovute al loro trattamento.
Inoltre, rispetto ai carburanti fossili i biocarburanti hanno un'arma in più: il loro impatto ambientale è migliorabile attraverso interventi mirati. Quindi se oggi i biocarburanti non sono sostenibili, il futuro non è scritto.

Lungi dall'essere solo distruttivo, lo studio svizzero indica quindi quali procedure potrebbero rendere i biocarburanti molto più eco-friendly. Anche adottando tutti gli accorgimenti del caso, l'Ufficio svizzero fa comunque notare che "non sempre [...] la produzione di carburanti rappresenta la modalità ottimale di sfruttamento della biomassa. Poiché i potenziali sono limitati, resta indispensabile puntare ad un uso efficiente e parsimonioso dell'energia."
Alle osservazioni dell'Ufficio Federale dell'Energia andrebbe aggiunto che i sussidi pubblici americani all'etanolo stanno creando notevoli distorsioni economiche che sconvolgono soprattutto l'industria alimentare e che un passaggio all'etanolo per le auto non produrrebbe alcun miglioramento per la salute umana in termini di tumori e problemi alle vie respiratorie.

Insomma, fa piacere non essere soli a sostenere che per il momento i biocarburanti di ambientale hanno ben poco. E non mi sembra un caso che ad averlo ammesso sia uno stato alpino: forse in montagna si è più al riparo da certe lobby...

Via | UFE

» Dar da mangiare alle auto su ecoblog

» BioCarburanti su ecoblog

» Il biodiesel non conviene su ecoblog

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