Contrari all'idrogeno

problemi ancora aperti sull'utilizzo dell'idrogeno

Varie persone, a vario titolo, sono contrarie ad utilizzare idrogeno per conservare l'energia. Altri sostengono che non siamo ancora pronti a passare all'economia dell'idrogeno. Qualcuno e' seriamente preoccupato e dice "se vengono a mettere un distributore di idrogeno qui vicino io scendo in piazza a manifestare contro. Se scoppia il distributore fa come la bomba H e salta tutta la città".

L'idrogeno e' un gas che, mescolato con aria, forma una miscela esplosiva. Una delle soluzioni ipotizzate per prevenire i danni delle esplosioni e' quella di posizionare i distributori in campagna, come quelli del metano per auto. Certo, occorrono attenzioni, ma ricordiamoci che abbiamo quasi tutti il gas in casa, che potrebbe esplodere, che passeggiamo lungo strade con centinaia di auto piene di benzina, senza preoccuparcene troppo solo perché ci siamo abituati ad averle e che se vogliamo preoccuparci di possibili botti, raffinerie, rigassificatori e industrie chimiche sono già presenti in mezzo a noi.

Un nostro lettore (Gianca77) ricorda quanto sia difficile contenere l'idrogeno, che ha l'antipatica abitudine di impregnare qualsiasi contenitore.

Ugo Bardi, di ASPO Italia, ha lavorato nei laboratori in cui si studiavano le pile a combustibile e ha delle perplessità professionali sulla effettiva convenienza di questa tecnologia. Nelle sue confessioni di un idrogenista pentito spiega che per far reagire idrogeno e ossigeno serve del platino. Il platino, oltre ad essere caro, e' scarso, per cui non ce ne sarebbe a sufficienza per alimentare tutti i motori e le batterie sognate da chi sostiene il passaggio all'idrogeno. La ricerca sulle leghe di platino gira attorno al problema da anni, senza risolverlo definitivamente.

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