10 centrali nucleari risolveranno i nostri problemi

dibattito sul nucleare: Veronesi contro Rubbia Ci risiamo. Stamattina al GR1 ho distrattamente sentito parlare di nucleare. Un signore del CNR (non ho fatto in tempo ad annotare titolo e nome) spiegava come il nucleare sia una fonte pulita e che oramai le tecnologie attuali ci possono fare sentire tranquilli sulla sicurezza delle centrali. Arrivo in ufficio e leggo un comunicato di Legambiente, “Scienziati pro-nucleare. Una proposta fuori tempo e fuori luogo”. Allora cerco di capire che sta succedendo.

Pare che l’oncologo Umberto Veronesi abbia sottoscritto l’appello di un gruppo di scienziati ribattezzato “Galileo 2001” e che questo abbia scatenato un po’ di reazioni.
L’appello in questione è una lettera inviata lo scorso 2 aprile al Presidente della Repubblica e al governo sul come rispettare il protocollo di Kyoto. Secondo questi scienziati, “per sostituire il 50% della produzione nazionale da fonti fossili basterebbero 10 reattori del tipo in costruzione in Francia o Finlandia, con un investimento complessivo inferiore a 35 miliardi di euro”.
Quindi, ecco che ci risiamo, il nucleare come fonte energetica che ci salverà dal cambiamento climatico e dalla dipendenza dai combustibili fossili.

Leggo poi su Repubblica.it di oggi un “botta e risposta” tra Veronesi (oncologo o fisico nucleare? Non ricordo bene…) e Carlo Rubbia (nobel per la fisica) sul tema. Tutti d’accordo che la fonte energetica ottimale non l’abbiamo ancora trovata, ma le posizioni sul nucleare sono molto diverse. Ottimista Veronesi, prudente Rubbia.

Secondo Veronesi, il Governo Italiano si è assunto l’impegno di Kyoto senza essere pronto a rispettarlo, e vede nel ritorno all’atomo una soluzione, intorno alla quale si scatenano “fobie popolari, timori irrazionali e retaggi storici”. “Purtroppo la parola nucleare spaventa più degli incidenti che potrebbe causare”. Inoltre, Veronesi fa l’oncologo dicendo che “un modo concreto per ridurre il rischio dei tumori provocati dall’ambiente è intervenire sulle fonti di energia”. Questa è nuova, il nucleare contro il cancro!!

Secondo Rubbia, “non c’è forma di energia senza pericoli, basta pensare al Vajont”. E che la situazione critica dell’Italia rispetto a Kyoto “è dovuta allo scollamento tra quanto abbiamo sottoscritto e le politiche energetiche del paese”. Il nucleare contribuisce solo per il 6% al fabbisogno mondiale di energia, e non ci possiamo dimenticare dei problemi legati alle scorie radioattive di lunga vita (l’Italia non sa ancora bene che fare delle sue usate 30 anni fa!). Per il premio nobel quindi la soluzione è solo una: “Ricerca e Sviluppo”.

Ovviamente contraria Legambiente, l’associazione promotrice del referendum contro il nucleare del 1987. Secco commento, “a oggi il nucleare sicuro non esiste”. E bisogna puntare su efficienza e risparmio, e sulle rinnovabili.
Contrario anche il Parlamento Europeo, a quanto sottoscritto nel documento approvato poco tempo fa. Contrari gli italiani, secondo un recente sondaggio. Un po’ meno certi politici, che infilano emendamenti “atomici” nel DDL energia (ma tanto l’Enel è da anni che investe in centrali nucleari nell’Est Europa…).

Non vi annoio con la mia opinione (l’avevo scritta ma ci ho ripensato…), preferisco in cambio segnalare un paio di siti che spero vi colpiscano allo stomaco.
https://www.greenpeace.it/cernobyl/
https://www.progettohumus.it/

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