Dopo Fukushima Daiichi Tepco ammette di aver sottovalutato il rischio tsunami

Tepco ha ammesso di avere minimizzato il rischio tsunami per paura di uno stop alla centrale di Fukushima Daiichi che sarebbe stato poi disposto per consentire i lavori di messa in sicurezza. Nel documento pubblicato ieri da Tepco si precisa che non sono perciò state prese le misure necessarie al fine di poter controllare una simile catastrofe. D'altronde a luglio la commissione d'inchiesta voluta dal parlamento giapponese era giunta alla conclusione che il disastro nucleare di Fukushima era stato causato da responsabilità umana.

In causa il timore che la messa in opera di misure supplementari di prevenzione di un incidenete grave avrebbero generato paura tra la popolazione locale rispetto alle condizioni di sicurezza che la centrale aveva in quel momento. E in questo rapporto di auto denuncia sono poste anche tre domande cruciali.

Si potevano prendere misure supplementari rispetto alla valutazione di rischio tsunami di cui disponeva Tepco?
La risposta data è:

Si poteva agire conformemente al principio di difesa in profondità.

Un rafforzamento regolare dal 2002 delle misure di sicurezza in caso di incidente sarebbe servito a ridurre l'impatto della catastrofe? Questa la risposta:

Si potevano diversificare i sistemi di sicurezza adottando le misure prese da altri paesi.

E Tepco spiega che non fu presa in considerazione l'esperienza della perdita di elettricità che si verificò dopo l'inondazione causata dalla tempesta del dicembre del 1999 alla centrale nucleare di Blayais (Gironde).

Si poteva limitare l'impatto durante l'incidente? Questa la risposta:

Piuttosto che fare formazione di tipo formale era necessaria una corganizzazione con capacità pratica della gestione degli incidenti e dell'uso dei materiali e dell'equipaggiamento che andava provato e sperimentato.

Ma come si giunge a questa sorprendente ammissione? Sembra che il cambio di strategia sia dovuto all'arrivo di Dale Klein, ex presidente della US Nuclear Regulatory Commission, che è stato nominato consigliere speciale la scorsa settimana.

Ha detto Klein:

Abbiamo avuto una discussione aperta e franca in sede di commissione e le conclusione del panelsono un forte richiamo al risveglio della Tepco. Le aziende sono come le persone, quando si verifica un problema, hanno la tendenza a negare in modo cda cercare una giustificazione e salvare la faccia.

Noi speriamo che questo passo anati nella ammissione di responsabilità e comunicazione porti Tepco a ammettere che a Fukushima Daichii l'incidente nucleare è ancora in atto e che come spiega l'ambasciatore giapponese Kohei Murata in Svizzera è in pericolo il reattore nr.4.

Via | Actu environement
Foto | Getty images

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