Inchiesta gas, l’Eni incontra i consumatori

inchiesta eni sul gasLe presunte irregolarità sulla misurazione gas non riguardano i sistemi di misurazione del gas utilizzati nelle case degli italiani. Lo aveva già affermato nei giorni scorsi ma ieri la società lo ha ribadito di fronte le associazioni dei consumatori chiamate a consultazione a pochi giorni dalla notizia delle perquisizioni delle Fiamme Gialle. Dall’incontro è emerso che i misuratori venturimetrici siano finiti sotto inchiesta a causa di un vuoto normativo: si tratta quindi di sistemi che risultano non omologati ma pienamente riconosciuti ed utilizzati in altri paesi europei.

Le associazioni, pur convinte delle rassicurazioni dell’Eni, hanno comunque sottolineato che qualora dalla inchiesta emergessero costi aggiuntivi in bolletta si rivolgeranno dritti dritti all’Autorità per l’Energia e il Gas per chiedere un rimborso automatico. L’Eni ha dimostrato la sua disponibilità e noi per ora possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Come spesso accade, anche in questa vicenda, le associazioni hanno adottato comportamenti e reazioni diverse. Mentre il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha apprezzato l’iniziativa tempestiva dell’Eni di organizzare un incontro informativo i consumatori sulle vicende relative alla misurazione del gas, il Codacons ha invece deciso di disertare la riunione.

Antonio Longo, Presidente di MDC, ha avanzato anche delle proposte alla azienda per tranquillizzare i cittadini: dotarsi autonomamente di un sistema di misurazioni delle forniture di gas, a cittadini e imprese, esterno al gruppo con tutte le garanzie di terzietà.

Anche per Adiconsum questa vicenda evidenzia che la gestione e la manutenzione dei contatori debba far riferimento ad un’impresa terza. Questo deve valere per il gas, ma anche per l’elettricità. Ma c’è di più. “In tema di gas – spiega l’associazione - vi è un altro controllo che più volte abbiamo sollecitato all’Autorità ed è quello del potere calorico: ogni metro cubo di gas consumato è ragguagliato al potere calorico. Questo significa che una qualità minore del gas ha minore potere calorico, con un danno, quindi, per il consumatore. I controlli sul potere calorico devono avvenire senza che il distributore ne abbia avuto preavviso e soprattutto devono essere effettuati da un organismo autonomo. Qualora venga rilevato un potere calorico inferiore, anche il costo del metro cubo deve essere modificato.

Decisamente meno diplomatico (ma chissà se più efficace) , il Codacons il quale ha ritenuto “inammissibile una convocazione così tardiva rispetto ad un problema così grave che investe i diritti e gli interessi dei consumatori. Se Eni – come sembra - era a conoscenza da tempo di questo grave problema di difetto di misurazione del gas, avrebbe dovuto convocare le associazioni, consultarle ed informarle - in base al Codice del Consumo - immediatamente, e non solo dopo che la magistratura ha posto la società in una posizione di indagata”. Già nei giorni scorsi la società aveva minacciato di costituirsi parte civile qualora si fosse aperto un processo.

Un po’ come in politica, tutti hanno lo stesso obiettivo: il benessere e la tutela dei cittadini. Gli strumenti per raggiungerlo si differenziano in una gamma di azioni spesso contrapposte che temo a volte disorientino il consumatore. Ben vengano la fermezza e la diplomazia, ma forse ci vorrebbe un po’ più di l’unione (quella che fa la forza).

» Gas: indagini su Eni per gruffa - Ecoblog
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