Ddl semplificazioni attacco all'ambiente, Bonelli: "Nemmeno Berlusconi aveva osato tanto"

Durissimo Angelo Bonelli sulla norma del silenzio-assenso contenuta nel Ddl semplificazioni approvato dal Governo tecnico:

Nemmeno Berlusconi aveva osato tanto. Con la norma del silenzio assenso sulle aree vincolate introdotto dal decreto semplificazioni c’è un potenziale di 10 milioni di metri cubi di cemento che rischiano di essere autorizzati irresponsabilmente nelle aree più belle del nostro paese. Un regalo anticipato di Natale ai costruttori e alla speculazione. Aree importanti del nostro paese ad esempio come la costiera Amalfitana, le colline toscane, le isole Egadi, ma anche i centri storici di Roma e Firenze potranno subire la comparsa di nuove ville e villette o verande grazie alla norma del silenzio assenso. Il silenzio assenso sarà efficace dopo 45 giorni e quindi gli effetti devastanti di questa norma si faranno sentire prima della conversione in legge del decreto, che come è noto avviene entro il limite dei 60 giorni, da parte del Parlamento. Invece di dare agli uffici preposti alla tutela vincolo gli strumenti per meglio organizzare il lavoro si apre la strada alla speculazione e anche a possibili aumenti di corruzione.

Per il leader dei Verdi il Ddl è un attacco all'ambiente senza precedenti. Il permesso di costruire, infatti, rilasciato dalle autorità competenti non sarà più basato sul silenzio rifiuto bensì sul silenzio assenso. In parole povere, se la Pubblica Amministrazione non risponde alla richiesta di permesso del costruttore per edificare, la non risposta potrà essere interpretata come un sì. Inconcepibile. Immaginiamo quanti scempi sarebbero improvvisamente ammissibili. Spiega Bonelli:

Semplificando significa che, di fatto, molte costruzioni inammissibili otterranno comunque il permesso, anche perché gli uffici Tecnici, a corto di personale, non riusciranno ad evadere le pratiche nei termini previsti. Il silenzio assenso, poi viene introdotto anche sul parere del Soprintendente sul nulla osta paesaggistico: di fatto lo Stato svende il vincolo paesaggistico in favore degli Enti locali.

Ma l'attacco all'ambiente del Ddl semplificazioni non finisce qui. Il testo mette in discussione il principio sancito dall'Unione Europea del chi inquina paga:

Per quanto riguarda la messa in sicurezza e la bonifica delle aree inquinate, l'articolo che sostituisce il 243 del Dlgs 152/2006 (Codice Ambientale) sulla Gestione delle acque emunte in pratica fa un grossissimo favore a chi inquina. Nel testo si legge: Nei casi in cui le acque di falda contaminate determinano una situazione di rischio sanitario, oltre alla eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile e economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione conformi alle finalià generali e agli obiettivi di tutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti dalla Parte III del presente decreto.

Ma il peggio deve ancora arrivare: spunta anche una norma ad aziendam salva-Ilva. Si legge nell'articolo 20, comma 13-bis:

Nei siti contaminati, in attesa degli interventi di bonifica e di riparazione del danno ambientale, possono essere effettuati tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di infrastrutturazione primaria e secondaria, nonché quelli richiesti dalla necessità di adeguamento a norme di sicurezza, e più in generale tutti gli altri interventi di gestione degli impianti e del sito funzionali e utili all’operatività degli impianti produttivi ed allo sviluppo della produzione.

Via | Bonelli su Facebook
Foto | TmNews

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