Riscaldamento globale: ridurre le emissioni non basta, occorrono politiche di adattamento

Troppo tardi per arrestare il riscaldamento globale? Se ci si limita a poco incisive campagne di riduzione o peggio compensazione delle emissioni (vedi fallimento cap and trade) sì. A sostenerlo in un recente articolo apparso sulla rivista Nature Climate Change è il geoscienziato Stephan Harrison della University of Exeter, Gran Bretagna.

Harrison ha firmato The Impacts of climate change on terrestrial Earth surface systems insieme al professor Jasper Knight della Wits University. Stiamo già pagando pesantemente l'impatto del riscaldamento globale: i danni degli stravolgimenti climatici all'economia, all'agricoltura, alla biodiversità e alle risorse naturali sono ingenti ogni anno. Siamo dunque in una fase troppo avanzata per limitarci a ridurre le emissioni, anche se ovviamente si tratta di misure utili e necessarie.

I governi e le istituzioni, secondo gli esperti, dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici per affrontare e mitigare l'impatto negativo del riscaldamento globale.

Tagliare le emissioni ed incentivare l'utilizzo delle fonti rinnovabili è utile ma probabilmente non frenerà il riscaldamento globale al punto di non ritorno in cui siamo. Ecco perché, accanto a queste misure, bisogna correre ai ripari.

Secondo gli studiosi oggi si pone troppa poca attenzione all'impatto del riscaldamento globale sui fiumi, sui laghi, sulle coste, sulle montagne, su tutti quei sistemi, insomma, che offrono risorse all'uomo e che a loro volta sono vivi, reagiscono ai cambiamenti che li affliggono ed incidono sul clima, lo influenzano. Non si può omettere un anello simile della catena quando si parla delle conseguenze e degli sviluppi dei cambiamenti climatici.

Coste, fiumi, ghiacciai sono fondamentali al sostegno della vita sulla Terra: bisognerebbe monitorare con più attenzione le conseguenze dell'erosione dei suoli, dell'eutrofizzazione dei laghi, individuare gli ecosistemi più sensibili ai cambiamenti climatici per intervenire con politiche mirate.

Foto | Getty

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