La Svizzera finanzia scienziati per uscire dal nucleare

Il Consiglio federale della Svizzera paga cervelli per completare l'uscita dal nucleare. Infatti mettono nel piatto 202milioni di franchi svizzeri per quattro anni. La loro missione sarà trovare soluzioni innovative per produrre energia o per consumarne meno. Il denaro servirà così a finanziare ricerche che saranno poi sviluppate e usate a livello industriale.

Protagonista della ricerca energetica svizzera è la Ecoles polytechniques fédérales (EPF) di Losanna che lavorerà ssull'efficienza energetica e le energie rinnovabili.

L'EPF metterà perciò da parte le sue ricerche sul nucleare. Questa la nota inviata in proposito dal Consiglio federale:
Gli esperti stimano che la fusione nucleare non sarà sufficiente alla copertura del fabbisogno energetico al 2035 al 2050. Di conseguenza le ricerche sulla fusione che si realizzano principalmente al Centre de recherches en physique des plasmas (CRPP) de l’EPF ,essenzialmente a Losanna non sono più una priorità per il sostegno alla nuova politica energetica sia a medio sia a lungo termine.

L'EPF non dovrà soffrire troppo per il cambiamento del vento. Dal 2009 al 2011 ha già proceduto alla ristrutturazione inb favore della ricerca energetica con la creazione della facoltà dell'ambiente naturale, architettonico e lo sviluppo di un Centro per lo stoccaggio dell'energia e delle rinnovabili e la creazione di una catena di distribuzione.

Da qui al 2020 sette poli di competenza in forma di ricerche interuniversitarie saranno costituiti nei seguenti campi prioritari di ricerca: efficienza energetica; ricerca e componenti dei sistemi energetici; stoccaggio; fornitura di elettricità; economia, ambiente, diritti, comportament; concepts, processi e componenti efficaci nei trasporti e industria, biomasse.

I 202milioni di franchi svizzeri messi a disposizione dal Consiglio federale per il 2013-2016 non sono che un anticipo. Infatti la Confederazione andrà a investire in tutto 746milioni perla ricerca energetica nei prossimi 4 anni. Sono perciò richiesti ricercatori in matematica, informatica, scienze naturali e tecniche.

Via | Le Matin
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail