Bruxelles: campagna contro gli aerei

Stop ai voli sopra Bruxelles
Alla "Fête de l'environnement " di cui vi parlavo ieri, fra i vari stand dove si potevano ammirare solar cookers, pannelli solari e persino la Prius sezionata, faceva capolino il curioso spazio di "Bruxelles Air Libre" (BAL), un'associazione locale che ha ottenuto anche dei finanziamenti dalla Regione di Bruxelles Capitale.

Gli obiettivi dell'associazione sono: sopprimere tutti i voli notturni (dalle 23 alle 7 del mattino), congelare ogni aumento del traffico aereo, ottenere una legislazione più stringente sulle traiettorie dei voli, nonché indennizzare le "vittime" (sic) dei voli notturni.

Perché cotanta veemenza contro gli aerei? L'associazione riferisce che più di 200'000 bruxellesi sono vittime dei rumori dell'aeroporto locale (Zaventem) e che l'anno scorso il mediatore cittadino (l'ombudsman) ha registrato più di 450'000 lamentele al riguardo.

BAL sostiene che la situazione attuale sia pericolosa perché i voli a bassa quota mettono a rischio la popolazione locale, fanno perdere produttività ai lavoratori che non dormono di notte e causano il 24% in più di inquinamento atmosferico. Inoltre, l'associazione sottolinea anche che i voli comportano l'emissione di gas serra.

Secondo me, siamo di fronte ad un classico caso di ambientalismo ipocrita (come questo): un caso cioè in cui si usano argomenti ambientalisti per combattere per/contro qualcosa che si vuole/non si vuole per altri motivi.

Vi dà fastidio il rumore? Allora non dite che non volete gli aerei perché inquinano. Da quando l'ecologia va di moda, persino i pozzi di petrolio si preoccupano per l'ambiente. E' chiaro che i membri di BAL hanno problemi di insonnia: ma non dicano che si preoccupano per le emissioni di inquinanti o di gas serra. E meno male che non hanno messo le mani su questo studio, che sembra fatto apposta per loro (non fate la spia!). Dato che la loro proposta non eliminerebbe voli, ma li sposterebbe durante il giorno, le emissioni non calerebbero (a meno che le ipotesi dello studio di cui sopra non siano confermate, ma BAL non lo sa...).

Dal punto di vista ecologico, le emissioni di gas serra degli aerei, che recentemente sono entrate anche nel mirino dell'Unione europea, sono - a livello mondiale - la metà di quelle dei cargo che solcano gli oceani. Pare infatti che gli aerei siano responsabili del 3% delle emissioni antropiche di gas serra, mentre i cargo del 5-6%. Ma ai cargo nessuno pensa. Le emissioni di CO2 dovute ad energia e riscaldamento sono responsabili di oltre il 30% del totale delle emissioni, mentre gli altri tipi di trasporto, oltre ad aerei e cargo, rappresentano circa il 10% delle emissioni globali. L'industria e le costruzioni da sole rappresentano una fetta del 13%. Ma è quel 3% degli aerei a dare fastidio.

Personalmente credo che l'aereo sia uno strumento di libertà, un mezzo che noi europei abbiamo riscoperto da poco grazie all'arrivo - negli anni '90 - della concorrenza nel settore aereo. Ora mi pare che questa libertà sia minacciata da più parti, con la scusa dell'ambiente. Ma anche se si dimezzassero i voli o si raddoppiasse il prezzo dei biglietti, ridurremmo le emissioni globali solo dell'1,5%: allora è davvero necessario privarci di questa grande libertà?

Le argomentazioni contro gli aerei che mi sembrano di gran lunga più forti sono quelle che riguardano i problemi locali: la qualità dell'aria ed il rumore. Sono le amministrazioni locali a dover risolvere questi problemi decidendo dove localizzare gli aeroporti e quali contromisure prendere. Ma a mio avviso non va mai dimenticato il quadro generale: quali sono le dimensioni reali del problema? Che risultati concreti si ottengono limitando il volo aereo? Ne vale la pena?

» Dati sulle emissioni globali di CO2 per settore si trovano in questo pdf a pag. 72

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina: