Incidenti in bici, le strade meno rischiose per i ciclisti

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Le strade che è più sicuro percorrere in bici? Quelle dedicate ai ciclisti, ovviamente, ovvero le piste ciclabili ed i percorsi che si snodano nei quartieri residenziali percorsi quasi esclusivamente da bici. Ovvio che le piste ciclabili, per quanto dissestate (bisogna ancora e ancora lavorarci) rappresentino la scelta più sicura per spostarsi sulle due ruote. Ma lo studio realizzato dalla University of British Columbia, in occasione della Vancouver's Bike to Work Week, fa emergere anche dati meno scontati sulla sicurezza in bici, elencando, oltre alle auto, i principali competitor delle due ruote sulla strada.

La ricerca, pubblicata, sulla rivista American Journal of Public Health, ha analizzato la causa di 690 infortuni in bicicletta a Vancouver e Toronto dal 2008 al 2009 ed i vari tipi di percorso e le infrastrutture scenario degli incidenti.

Ebbene, il rischio maggiore i ciclisti lo corrono quando condividono la strada con auto parcheggiate e senza piste ciclabili disponibili, come avviene a Broadway a Vancouver o a Dundas Street a Toronto. Durante le manovre per parcheggiare, in corsa o quando aprono le portiere, le auto causano spesso danni ai ciclisti.

Piste ciclabili, percorsi residenziali non battuti da fuoristrada e moto sono invece le strade più sicure, come anticipavamo. Il rischio di incidenti si riduce al minimo (ad un solo decimo) nel caso delle piste ciclabili.

A mettere i bastoni tra le ruote ai ciclisti non sono solo le auto ma anche i cantieri stradali ed i binari del tram. In Canada si sta assistendo ad un rinnovato interesse per il tram come mezzo di trasporto urbano e le tratte associate sono risultate particolarmente pericolose per i ciclisti, spiegano i ricercatori. Per migliorare la sicurezza dei ciclisti ed incentivare l'utilizzo delle due ruote, occorre pertanto puntare sulle piste ciclabili e preventivare dei percorsi alternativi sicuri anche per le bici e non solo per le auto quando ci sono cantieri aperti. Misure che ridurrebbero della metà gli incidenti.

Foto | Getty

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