I pescatori consegnano le reti illegali

i pescatori di Ponza dismettono le spadare

I pescatori di Ponza, lunedì, hanno consegnato alla Guardia Costiera 70Km di reti dette "Spadare", che saranno portate a Formia per essere distrutte.
Un gesto importante visto che le spadare sono reti pelagiche lunghe più di 20km, con un altezza media di 15metri e andando alla deriva in alto mare, uccidono molti cetacei; l'ultima vittima un Capodoglio di cui è stata trovata la carcassa vicino a Capo Vaticano, a fine Maggio.

Queste reti sono state vietate dall'Europa e dalla Commissione Generale Pesca Mediterraneo (CGPM) già dal 2002 e in tutto il Mediterraneo sono state bandite completamente nel 2005, ma continuano ad essere usate illegalmente per la pesca al pesce spada (Xiphias gladius).

Le reti pelagiche uccidono ogni anno 300.000 cetacei e non sono economiche poiché l'80% del pescato non è una risorsa per i pescatori. Esse sono strumenti di pesca non selettivi e tutto ciò che non è pesce commerciabile viene rigettato in mare. Morto.

Dopo il divieto scattato nel 2002 questa pesca illegale aveva avuto una diminuzione, poi una ripresa, documentata da Greenpeace in un rapporto sulle spadare.
Solo nel 2006 sono state sequestrate dalla Guardia Costiera circa 630km di reti e denunciati 130 pescatori.

Alla fine dello scorso anno l'associazione ambientalista Marevivo ha proposto di istituire un marchio che garantisca che il pescespada sia stato catturato con sistemi che riducano al minimo la pesca accidentali di cetacei. I pescatori di Ponza vorrebbero fregiarsi di questo marchio.

Tra la pesca illegale, i cambiamenti climatici e i vari incidenti causati da navi commerciali la vita di questi meravigliosi mammiferi marini è messa a dura prova, speriamo solo che qualcosa cambi davvero dopo il gesto dei pescatori di Ponza.

[Francesca Pratali]

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