Rifiuti di Napoli, per l'emergenza danno milionario all'Erario

1,5 milioni di euro: a questa cifra ammonterebbe il danno erariale per inutili consulenze affidate dalle società in-house della Provincia di Napoli Sapna per gestire l'emergenza rifiuti nella capitale partenopea.

Le indagini contabili della Corte dei Conti hanno portato ad un sequestro preventivo di beni immobili, conti correnti e crediti presso terzi dal valore milionario portati alla luce del sole grazie ad un accurato lavoro delle Fiamme Gialle, che hanno ricostruito i numerosi incarichi di consulenza esterna affidati ad appalto già affidato.

La Guardia di Finanza avrebbe dimostrato come gli incarichi attribuiti dalla partecipata, seppur definiti formalmente “consulenziali”, siano risultati fuori dai requisiti normativamente previsti per essere considerati tali, caratterizzati tuttalpiù"per la loro continuità ed ordinarietà".

L'emergenza rifiuti a Napoli è una vecchia vergogna nazionale della quale gli effetti a posteriori sono solo in una prima battuta: gli sprechi di denaro pubblico e l'incuria con cui, a livello ambientale, è stata gestita l'emergenza stanno lentamente affiorando dal cumulo di bugie raccontate, che ora marciscono come l'immondizia nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Proprio là i casi di tumore si moltiplicano a ritmo incessante: Boscotrecase, Terzigno, Boscoreale, in questi paesi i casi di leucemia fulminante e mesoblastoma sono aumentati, così come quelli di tumore alla lingua ed al pene; discariche di rifiuti non pretrattati, avvelenamento dell'aria da parte dell'inceneritore di Acerra, spreco di denaro pubblico, tutti anelli della stessa catena di schiavitù, dove i rifiuti e le ecomafie fanno la parte dei padroni spietati.

Le varie amministrazioni della Sapna succedutesi avrebbero sistematicamente affidato ad esterni l'esecuzione di attività rientranti perfettamente nei compiti ordinari della partecipata, causando un inutile esborso di denaro pubblico: tre diversi amministratori unici della Sapna, il Presidente della Provincia di Napoli Cesaro (che ha subito un sequestro conservativo di 700mila euro), un assessore e due dirigenti dell'ente dovranno ora fornire spiegazioni.

Questa vicenda una volta conclusa consentirà di verificare e giudicare con chiarezza la mia azione politica in questo settore, caratterizzata da un'assoluta trasparenza e limpidezza. I risultati sono stati oggettivamente positivi e concreti, perché hanno portato tutta l'area metropolitana al superamento di tutte quelle reiterate crisi, che non si sono mai più riproposte successivamente

ha spiegato in una nota Luigi Cesaro.

Via | IrisPress

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