Bicicletta che passione, un italiano su tre la usa per lo shopping

Nonostante i poco meravigliosi esempi eccellenti di amministratori pubblici per le vie dello shopping con scorta e autoblindata, gli italiani sembrerebbero sempre più inclini all'uso della bicicletta nei pomeriggi di shopping: a fotografare l'amore sempre più intenso tra gli italiani e la bicicletta è uno studio condotto da Beltè su mille connazionali, da cui emerge piuttosto chiaramente la tendenza sempre più eco-chic del bike shopping.

Esempi eccellenti ce ne sono a bizzeffe, da Belen Rodriguez e Stefano de Martino a Francesco Totti e Ilary Blasi, anche oltreoceano vip come Pamela Anderson e Pink sono stati fotografati in sella ai loro cavalli a pedali intenti in pomeriggi di rilassanti compere su ruote: dal sondaggio è emerso che il 35% degli italiani predilige l'uso della bicicletta proprio per lo shopping, che se non è l'attività più impegnativa della settimana quantomeno potrebbe diventare quella più ecologica.

A godersi sane pedalate spensierate sono sopratutto i giovani tra i 25 e i 35 anni (42%) seguiti dai 56-65 enni (40%) e dagli under25 (37%) che forse preferiscono ancora sgommare sul motorino o sulla minicar (non sanno cosa si perdono); contrariamente a quanto si pensi non è il nord Italia a primeggiare in questa classifica, nonostante la ciclabilità sia migliore rispetto al resto d'Italia, ma il centro Italia (37%).

Nessun politico purtroppo (Prodi, ciclista convinto, ormai "non pratica più" mentre Monti, anch'egli ciclista solidale con il movimento #Salvaiciclisti, non è propriamente un "politico"), ma se guardiamo alle professioni il bike shopping piace molto ai dirigenti d'azienda, agli insegnanti e ai liberi professionisti (38%), seguiti da studenti, casalinghe e pensionati (medaglia d'argento con un bel 37%) e artigiani e commercianti a chiudere (34%).

Il 19% degli intervistati percorre distanze tra i 5 e i 10km, ma se la distanza è inferiore la percentuale schizza al 70%, un po' paradossale se pensiamo che il 60% dichiara di usare la bicicletta per cercare di mantenersi in forma: solo "cercare" appunto, perchè percorrere distanze così brevi non è che abbia chissà quale beneficio atletico (sempre meglio che farsi accompagnare dalla scorta, questo è sicuro); scherzi a parte, anche la "sostenibilità" della bicicletta è molto considerata: il 32% degli intervistati sostiene infatti che sia il motore principale alle sgambate in bicicletta, sintomo di come fortunatamente la tematica inquinamento cominci sempre più a stare a cuore agli italiani.

L'importante è non dimenticarsi mai lo stretto necessario: smartphone o telefono sono immancabili per il 46% degli intervistati, ma ovviamente anche una bibita fresca può tornare comoda (37%), non necessariamente acqua (usiamo le fontane invece che comprarla, a caro prezzo, in bottigliette di plastica) ma anche the freddo, integratori e succhi di frutta.

La birra ve la sconsiglio io, il malto appesantisce leggermente la pedalata, ma non sarebbe l'unico inconveniente del ciclista urbano: l'imprudenza degli automobilisti è considerata la prima problematica da affrontare (39%), ma anche la mancanza di piste ciclabili e corsie preferenziali (27%), nonchè la scarsa considerazione che chi si occupa di viabilità ha del ciclista (6%) che forse, a rigor di logica, dovrebbe essere al primo posto.

Via | Ansa

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