Italcementi di Colleferro, l'azienda pronta a chiedere il dissequestro

Dopo l'ultimatum della Procura di Velletri sull'impianto Italcementi di Colleferro, sequestrato l'11 ottobre scorso per vie delle eccessive emissioni, dei mancati monitoraggi e delle dichiarazioni fornite dall'azienda per il rilascio dell'Aia, la situazione ad oggi sembrerebbe in fase di risoluzione.

La Procura, con il sequestro degli impianti, aveva anche intimato ad Italcementi che, senza una messa in regola, il 22 ottobre gli stessi sarebbero stati spenti: un ultimatum che scade domani ma che, almeno nelle dichiarazioni, non ha preoccupato molto l'azienda che ha spiegato di avere già messo in campo un cronoprogramma per l'adeguamento degli impianti: adeguamento

in corso di realizzazione da alcune settimane e in gran parte già completato.

Giovedì scorso l'ufficio Autorizzazioni Integrate Ambientali della Provincia di Roma, per scongiurare anche l'eventuale emergenza occupazionale che sensazionalisticamente ha fatto titolare qualche quotidiano "L'Ilva del Lazio", ha dato ragione ad Italcementi, pronunciandosi in una delibera che ne certifica il rispetto delle normative ambientali.

Forte della delibera, l'azienda intende far cadere le accuse chiedendo il riesame della posizione della Procura e del provvedimento di sequestro dell'impianto di Colleferro; ha spiegato il direttore generale di Italcementi Giovanni Ferrario:

Il nostro stabilimento non ha mai avuto una gestione anomala. Solo una volta c'è stato il superamento dei livelli consentiti per la polverosità emessa da un condotto di sfiato, lo scorso ottobre. Un filtro difettoso, probabilmente, sostituito in un normale controllo di manutenzione.

Sicuramente la vicenda non è chiusa, nè a livello legale nè tantomeno ambientale: i veleni della Valle del Sacco, afflitta da un secolo dall'industria pesante che ha prodotto una morsa di inquinamento che ha portato a vietare le colture agricole per sostituirle con colture agroenergetiche, non si possono spazzare via con una delibera nè con un'indagine della magistratura.

Servono atti politici, quegli atti che nel Lazio sono ormai l'utopia del buongoverno.

Foto | TmNews

  • shares
  • Mail