G8: delusione sul clima

Vertice dei G8 in Germania

"E' necessario ridurre sostanzialmente i gas serra". Questo l'accordo che i G8 hanno raggiunto oggi a Heiligendamm. Chi lo farà, quando e come... non lo vogliono dire.
La scritta nella foto dice: G8 il mondo non può aspettare.

Dal Kyoto Club arriva una forte condanna: gli USA hanno rifiutato gli accordi "con motivazioni francamente risibili, se non fosse per le possibili gravi conseguenze sull’ecodiplomazia. “Noi puntiamo sull’innovazione tecnologica piuttosto che sull’imposizione di limiti alle emissioni” ha dichiarato Bush. Ma come pensano gli altri Paesi di raggiungere gli obbiettivi, se non attraverso un forte salto tecnologico? Dunque il re è nudo. Non riduciamo le emissioni perché non vogliamo/sappiamo farlo."

Il nostro ministro per l'ambiente, Pecoraro Scanio, mostra invece ottimismo: "Dalle prime notizie, poi leggeremo il documento ufficiale, mi sembra che avendo rischiato il fallimento totale c'è una soddisfazione rispetto ad un piccolo passo avanti nel riconoscere, da parte di tutti i Paesi del G8, la necessità di tagliare del 50% le emissioni entro il 2050. Per ora e' un'affermazione di principio".

Dal fronte delle ONG poche speranze per il futuro: leggo su Vita che "dal 1990 a oggi i 25 Stati membri dell'Unione Europea hanno ridotto del 4,8% le emissioni dei gas ad effetto serra, nello stesso periodo gli USA invece li hanno incrementati del 15.8%. Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia sono responsabili dell'8% delle emissioni globali di gas serra, i soli Stati Uniti del 25%."

Insomma, a me sembra di non aver portato a casa altro che parole.

» G8: già chiuso il dibattito sul clima su Vita
» Clima Pecoraro: e' un piccolo passo in avanti su Repubblica

emissioni di CO2 dei principali Paesi del mondo

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