Nella vendemmia 2012 cala la produzione ma migliora la qualità

La vendemmia 2012 è quasi terminata e i consorzi e le aziende cominciano a fare i primi bilanci: il gran caldo di quest'estate, prolungatosi fino a fine ottobre, ha inciso molto sia sulla resa che sulla qualità dell'uva; secondo Coldiretti dopo il passaggio dell'anticiclone Gulliver la vendemmia sarà completata, su territorio nazionale, al 99%.

Secondo gli esperti quest'anno la produzione di vino in Italia sarà inferiore a quella del 2011 di 40 milioni di ettolitri, un calo produttivo addirittura dell'8%, con punte del 30% in regioni come Umbria e Toscana, dove le bottiglie di Morellino e di Chianti con etichetta 2012 saranno pochine nelle cantine delle aziende vinicole.

Niente drammi però, perchè il calo di produzione dovuto al caldo prolungato in autunno, secondo Coldiretti ha garantito un miglioramento delle caratteristiche qualitative delle uve, sopratutto per quelle raccolte dopo l'inizio di ottobre; ha precisato Coldiretti:

La vendemmia è praticamente completata e restano da raccogliere solo le uve destinate alla produzione di vini particolari come alcuni passiti, quelle a vendemmia tardiva in alta collina come il nebbiolo in Piemonte e il cabernet in Valtellina e Trentino ma anche alcune uve Montepulciano in Abruzzo, e l’Aglianico nell’avellinese nonchè il Nerello mascalese dell’Etna.

La qualità dei vini rossi, la cui vendemmia è stata particolarmente complessa, sarà in generale piuttosto alta ma in quantità ridotta anche a causa delle piogge torrenziali di metà settembre che hanno danneggiato i vigneti: i temporali dopo il caldo secco infatti spaccano gli acini, che vengono aggrediti da muffe; le moderne tecniche di raccolta, anche se poco "poetiche" grazie all'uso macchinari agricoli piuttosto efficaci, hanno permesso un contenimento del danno.

Le uve tagliate prima dei "monsoni" settembrini, in particolare uve bianche (che ammortizzano meglio il clima esterno) invece rappresenteranno un ottima riserva secondo gli esperti; come spiegato da Coldiretti

Con la raccolta di tutte le diverse uve si prevede che la produzione italiana sarà destinata per circa il 60 per cento a vini delle 517 denominazioni di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (Igt), riconosciuti in Italia.

Secondo alcuni produttori tuttavia i cambiamenti climatici sono un fattore da non sottovalutare: il clima sempre più africano imporrà in futuro dei cambiamenti nelle tecniche di viticoltura, come ad esempio il ritorno delle viti "a tendone", per proteggere il grappolo dalla luce solare.

Alcuni esperti di enologia consigliano di gustare ora l'annata 2011 (la "grande annata"); secondo il viticoltore Paolo Trimani bisognerà attendere almeno Natale per potersi pronunciare sulla vendemmia 2012 e dispensare consigli, perchè sulle difficoltà climatiche di quest'anno peseranno la bravura in campagna ed in cantina dei produttori.

Via | Coldiretti
Foto | Flickr

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