Le etichette della acque del rubinetto e minerali

In occasione del post sulla ricerca di Altroconsumo sugli impianti di depurazione dell’acqua nei rubinetti a casa si è parlato della possibilità di un confronto tra le acque minerali e non, sulla base dei parametri risultanti dalle analisi fisico-chimiche. In realtà, non esiste una acqua migliore di un’altra in assoluto. Dipende dalle nostre necessità fisiche.

di Silvia

In occasione del post sulla ricerca di Altroconsumo sugli impianti di depurazione dell’acqua nei rubinetti a casa si è parlato della possibilità di un confronto tra le acque minerali e non, sulla base dei parametri risultanti dalle analisi fisico-chimiche. In realtà, non esiste una acqua migliore di un’altra in assoluto. Dipende dalle nostre necessità fisiche. Ad esempio leggo sulle Linee Guida dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che “non è vero che il calcio favorisca la formazione dei calcoli renali. Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo”. Anzi l’acqua calcica è consigliata nei casi di osteoporosi. La magnesiaca è purgativa e la sodica è consigliata per chi fa tanto sport.

L’importante è che siano rispettati i limiti relativi ad alcune sostanze che potrebbero essere pericolose per la salute. La legge (D.M. 29/12/2003) fissa dei limiti massimi ammissibili per alcune sostanze nelle minerali come l’arsenico e il cianuro. Per l’acqua potabile, invece, i limiti sono contenuti nel decreto legislativo 31 del 2001 dove si legge che un’acqua per essere considerata potabile non deve contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

E come si fa a sapere quali sono i parametri dell’acqua del rubinetto della nostra casa? Rivolgiamoci al nostro comune o all’azienda che si occupa della distribuzione. Io abito a Roma e ho scoperto che proprio l’aprile scorso Acea ha presentato la Carta d’identità per l’Acqua della capitale. Una iniziativa utile, anche perché in questa carta sono confrontati i parametri chimici dell’acqua distribuita nella capitale e quelli stabiliti dal decreto del 2001.

» D.M. 29/12/2003
» Decreto legislativo 31 del 2001

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