Greenpeace contesta le misurazioni delle radiazioni a Fukushima

Greenpeace ha lanciato l'allarme sui livelli di radiazioni intorno alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, travolta lo scorso anno da un tsunami causato da un terremoto sottomarino.

Secondo l'associazione ambientalista internazionale il Governo giapponese sta peccando in scarsa trasparenza in merito ai rilievi di radiazioni nelle aree territoriali adiacenti alla centrale nucleare, sottovalutando i rischi per la salute della popolazione derivanti dalle stesse e, contesta Greenpeace, gestendo le attività di decontaminazione in modo piuttosto frammentario e mal organizzato.

Greenpeace, che sul posto ha numerosi attivisti con rilevatori alla mano, contesta infatti il tuttapostismo istituzionale, sostenendo che il 75% delle stazioni di monitoraggio nipponiche mostrano livelli di radiazioni inferiori a quelli rilevati dall'associazione ambientalista; la cosa più grave sarebbe inoltre che nelle immediate vicinanze della centrale, circa 25 metri, i valori reali sarebbero ben sei volte superiori rispetto a quelli ufficiali delle stazioni installate dal Governo.

Secondo gli attivisti questo è possibile perchè, al momento dell'installazione delle centraline, è stata utilizzata sabbia non contaminata cosa che, è chiaro, falsa il rilievo delle stesse centraline; la denuncia chiara di Greenpeace nei confronti del governo nipponico è di sottovalutare sistematicamente i rischi per la popolazione derivanti direttamente dalle radiazioni: le informazioni fuorvianti che vengono date ai cittadini dunque infonderebbero un "falso senso di sicurezza".

Le attività di decontaminazione sono piuttosto confusionarie, continua Greenpeace:

La gestione delle attività di decontaminazione è ancora molto frammentaria e mal indirizzata, con aree già evacuate che ricevono maggior attenzione rispetto a quelle ancora densamente abitate.

ha spiegato Rianne Teule, esperta di radiazioni di Greenpeace International.

Per far fronte alle criticità rilevate da Greenpeace, l'idea è che il governo giapponese debba destinare con urgenza più soldi e risorse per tutelare la salute pubblica e concentrarsi sulla decontaminazione completa delle aree densamente popolate; uno dei casi più clamorosi è relativo alla bonifica nella zona contaminata del villaggio di Kusano, che è stata finora insufficiente: Greenpeace ha rilevato livelli di radiazioni fino a 5 microsievert all'ora registrati in una zona residenziale, ma in altri punti caldi il livello si alza fino a 13 microsievert all'ora.

Numeri che rappresentano tra 60 e 160 volte i valori di fondo registrati prima dell'incidente, tutti misurati all'altezza da terra di 1 metro; un rischio per la salute mille volte superiore il limite internazionale.

Video | TmNews

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