Rifiuti di Roma, Monti dell'Ortaccio "unica soluzione"

La notizia è arrivata poche ore fa ma l'eco delle polemiche si è immediatamente propagato in tutta l'Urbe e, c'è da scommetterci, continuerà a propagarsi per lungo tempo: il commissario straordinario all'emergenza rifiuti di Roma Goffredo Sottile ha confermato la chiusura di Malagrotta al 31 dicembre prossimo nonchè, enorme pomo della discordia, che la prossima discarica sarà ai Monti dell'Ortaccio:

Confermo la scelta di Monti dell'Ortaccio quantomeno nelle intenzioni del mio ufficio, per la semplice considerazione che non vedo altri siti idonei.

Alea iacta est dunque, almeno stando alle dichiarazioni di Sottile; parole alle quali tuttavia, visti i precedenti vent'anni, qualcuno dovrà dar pure seguito.

Le reazioni dei comitati di cittadini non si sono fatte attendere: tutti preannunciano battaglia per la scelta della nuova discarica, chi "fino allo stremo" e chi, con maggior lucidità, attenderà il corso degli eventi e delle assemblee pubbliche dei comitati prima di muoversi.

Certo è che, su Monti dell'Ortaccio, le perplessità si sprecano, a partire dal fatto che "è inumano fare una nuova discarica a poche centinaia metri da quella più grande d'Europa" visto e considerato l'inquinamento che ne è derivato nel corso degli anni; ci sono poi le notizie di reato, che tra Commissione Parlamentare Ecomafie, che ha messo l'occhio sul "benefattore" Manlio Cerroni, e la Procura di Roma che invece sta valutando le ipotesi di reato per il nuovo sito, nel quale il Co.La.Ri. (il Consorzio dei rifiuti di proprietà dello stesso Cerroni) starebbe lavorando abusivamente da parecchio tempo.

Goffredo Sottile, incalzato in tal senso, ha spiegato:

Qui comanda l'urgenza. Malagrotta si sta esaurendo, bisogna agire con tempestività nel trovare il sito sostitutivo

spiegando inoltre di essere impossibilitato all'accesso agli atti d'inchiesta della Procura riguardanti proprio l'ubicazione del nuovo sito, che tra eccessiva vicinanza a Malagrotta, eccessiva vicinanza alle abitazioni (non rispetterebbe i minimi standard di legge) e il trovarsi in uno dei territori più avvelenati del Lazio, mostra criticità piuttosto evidenti.

Criticità che tuttavia mal si sposano con l'urgenza di trovare un nuovo sito, ma che sopratutto mal si sposano con le modalità di raccolta e conferimento tutt'ora in vigore, in una città che raggiunge a fatica il 26% (dato Ama, Azienda Municipale Ambientale) di differenziata; un tema che, istituzionalmente parlando, viene semi-dimenticato e che invece rappresenta la chiave per risolvere il problema ventennale dei rifiuti a Roma.

Un tema che è già entrato nella campagna elettorale per il Campidoglio, prima con la campagna referendaria RomaSiMuove e oggi su Twitter, quando il candidato alle Primarie del Pd per il Comune di Roma Mario Adinolfi, su twitter, ha palesato la sua opinione:


Come se non bastasse, nei quartieri pilota per la raccolta differenziata, Ama "toppa" la fornitura di cassonetti: nel caos generalizzato, ormai tutto fa brodo.

Foto | TmNews

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