La “No Patents on Seeds” contro i brevetti su sementi e animali

patent_on_seeds_brevettiLe novità degli ultimi anni in tema di etichettatura e tracciabilità degli alimenti hanno reso i consumatori sempre più consapevoli di cosa stanno mangiando. “Trasparenza dal campo alla tavola”…quante volte sentiamo questa frase-slogan in pubblicità di prodotti o nelle parole dei soggetti istituzionali del settore agroalimentare. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Gli sviluppi della genetica mi infondono il timore che stiamo mangiando sempre di più alimenti creati in laboratorio che nella terra. Contro la brevettabilità di sementi e animali da allevamento è nata una colazione “ No patents on seeds ”, costituita da Coldiretti, Greenpeace, Swissaid e molte altre organizzazioni che si sono riunite in un convegno proprio ieri a Roma presso la Fao.

Bersaglio della Coalizione è l’Ufficio Europeo Brevetti, l’istituto che rilascia i brevetti agli Stati che aderiscono alla Convenzione di Monaco. Il dubbio è che l’ufficio stia sempre più facendo gli interessi delle multinazionali, aggirando le restrizioni in materia, a scapito dei consumatori, degli agricoltori e della natura stessa.

Due gli eventi che hanno suscitato scalpore: il caso di un brevetto su una varietà di broccolo per sementi, delle sue parti commestibili e dell'intera pianta e la richiesta da parte della Monsanto di circa 12 brevetti sull’allevamento di maiali. Federica Ferrario di Greenpeace Italia si dichiara letteralmente scioccata di “ scoprire che la multinazionale stia pianificando anche il controllo del settore zootecnico, dopo essere già divenuti il numero uno nel settore delle sementi. Siamo perciò contenti che la FAO stia affrontando questo tema, in un momento che può essere decisivo per la disponibilità futura di alimenti a livello mondiale”. La vicenda risale al 2005 quando le richieste vennero consegnate alla World Intellectual Property Organisation (WIPO) per quanto riguada i seguenti paesi: Gran Bretagna, Germania, Russia, Stati Uniti, Brasile, India, Cina, Australia, Filippine e Nuova Zelanda.

Chiaro quindi l’obiettivo della Coalizione “fermare la brevettabilità delle risorse genetiche di piante e animali convenzionali e difendere non solo la sovranità alimentare, ma anche un modello di agricoltura sostenibile che rispetti la qualità e la biodiversità”, spiega Coldiretti. Ieri, al convegno presso la Fao, è stato lanciato l’appello per evitare si diffondano sempre più brevetti su piante e animali da allevamento ottenuti con convenzionali tecniche di selezione. Qui potrete aderire all’iniziativa. Il prossimo appuntamento è per settembre a Interlaken (Svizzera).

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