Bike sharing in Piemonte ed Emilia Romagna

biciclette di uso pubblico

Il bike sharing funziona come il car sharing: ci si abbona al servizio e si possono usare le bici che si trovano in vari punti della città. Se il sistema e' informatizzato, si controlla on line se nel punto bici più vicino ci sono biciclette disponibili, si passa la tessera magnetica nella colonnina per sbloccare la bici, si inforca e si parte. Il monitoraggio in tempo reale dell'uso delle bici fornirà la base dati per pianificare i flussi di utilizzo e per decidere gli ampliamenti del servizio.

Alcune rastrelliere sono coperte da pannelli fotovoltaici che alimentano il sistema di identificazione. I costi per l'utente possono essere abbassati, a discrezione della municipalità che ospita il progetto, inserendo spazi pubblicitari sulle bici e nei cicloposteggi. Non a caso la società che ha organizzato il servizio in Piemonte si chiama Comunicare srl e si occupa di arredo urbano e comunicazione. La Regione Emilia Romagna ha invece deciso di offrire il servizio gratuitamente nelle città di Ravenna, Modena e Faenza. Nelle sedi di Bologna, la Regione ha avviato il servizio di bike sharing per gli spostamenti di lavoro dei propri dipendenti.

Alcuni studi hanno evidenziato che la metà degli spostamenti con auto copre una distanza compresa tra i 3 e i 5 chilometri, il 30 % è inferiore ai 2 chilometri. Gente... l'80% delle destinazioni di chi sale in macchina e' raggiungibile in bicicletta, pedalando al massimo per 20 minuti.

La lista delle città piemontesi che stanno lanciando questo servizio e' nel sito bicincitta.com.
Le azioni di mobilita sostenibile dell'Emilia Romagna si trovano raccolte nel Ruotepuliter.

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