Terremoti periodici, nuova teoria del CNR sull'agenda delle calamità naturali

Lo sciame sismico che interessa da quasi due anni il Pollino ed i Comuni al confine tra la Calabria e la Basilicata (Mormanno, Laino Borgo, Laino Castello, Rotonda), questa notte ha fatto registrare una scossa più intensa delle altre, di magnitudo 5, seminando il panico tra la popolazione, rimasta sveglia ed in strada per tutta la notte, e causando diversi danni, trovate tutti gli aggiornamenti nel nostro post dedicato. Ben altro terremoto ha scosso nei giorni scorsi il mondo della scienza e la Protezione Civile: sono infuriate le polemiche sulla sentenza del sisma a L'Aquila che ha stabilito la condanna della Commissione Grandi Rischi, alimentate dalla confusione tra prevenzione e previsione. Se il terremoto non si può prevedere, i danni si possono prevenire con la messa in sicurezza del territorio. Senza contare che come non si può prevedere il terremoto, non si può neanche prevedere un "non terremoto" e fu esattamente questo che accadde a L'Aquila quella terribile notte. Vi rimandiamo all'approfondimento su Polisblog.

Intanto, in tema di previsione dei terremoti, l'Istituto per l’energetica e le interfasi del CNR di Milano ha formulato una nuova teoria sulla periodicità delle catastrofi naturali che potrebbe aiutarci a comprendere la frequenza degli eventi calamitosi. Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Yale e Cornell e con l’Air Force Research Laboratory, è valso al CNR la copertina della rinomata rivista scientifica Nature.


Spiega Stefano Zapperi, coautore dell'esperimento, che i terremoti, le frane e le valanghe, anche se non sono prevedibili, in alcuni casi rispettano una sorta di agenda:

Sappiamo che le catastrofi sono il risultato del lento accumularsi di una perturbazione esterna: la neve che si deposita sul pendio o il moto di una faglia. In laboratorio i nostri collaboratori dell’Afrl hanno prodotto dei micro-terremoti di intensità variabile comprimendo colonnine di nichel di dimensioni micrometriche e, come in altri esperimenti di questo tipo, abbiamo osservato che avvenivano in maniera del tutto casuale. Variando la velocità di compressione delle colonnine, i ricercatori hanno però constatato che esiste un regime in cui i micro-terremoti avvengono in maniera quasi periodica, come se seguissero un calendario. Abbiamo inoltre dimostrato teoricamente che tale periodicità è dovuta alla competizione tra due effetti: la risposta catastrofica dei micro-terremoti e una risposta lenta di sottofondo, che nella maggior parte dei casi rimane inosservata. Quando la risposta di sottofondo avviene alla stessa velocità della sollecitazione esterna, l’evento catastrofico si verifica in modo quasi periodico.

Ma questo meccanismo è valido anche per i fenomeni maggiormente intensi e di portata più ampia? Secondo Zapperi è molto probabile:

Lungo una faglia, ad esempio, tra un terremoto e un altro, l'energia viene spesso rilasciata anche tramite il lento fluire di acqua. La teoria suggerisce che se la velocità del flusso fosse simile a quella della faglia i terremoti potrebbero avvenire in modo quasi-periodico.

Se la teoria venisse confermata si spiegherebbe anche la periodicità osservata in alcuni eventi sismici in passato:

Ma per questo sarà necessario rianalizzare e reinterpretare una vasta mole di dati sperimentali con lo scopo proprio di capire come avviene la risposta meccanica dei materiali dalla scala atomica a quella macroscopica.

Via | CNR
Foto | Getty

  • shares
  • Mail