Ogm, in piazza contro la soglia dello 0,9%

pannocchia di mais L’illusione c’era stata quando a maggio il Parlamento europeo aveva chiesto un regolamento che limitasse, nell'etichettatura dei prodotti biologici, la soglia di contaminazione accidentale allo 0,1%. Qualche tempo fa invece il Consiglio Ue dell’agricoltura ha fissato la soglia allo 0,9%. L’accordo precisa inoltre quali siano le informazioni e garanzie per i cittadini: il marchio europeo solo per i prodotti con almeno il 95% di ingredienti bio e l’origine. Sono in tanti a non essere d’accordo tra consumatori, ambientalisti ed anche produttori. Tanti che oggi si sono riuniti per manifestare davanti Montecitorio.

Perché davanti la Camera dei Deputati se si tratta di un regolamento europeo? Perché la richiesta della cd Coalizione Anti Ogm è quella di una legge nazionale che garantisca prodotti bio italiani veramente ogm free. Spero solo non intervenga poi l’Europa con la solita storia del non rispetto della normativa comunitaria a danno della libera circolazione e concorrenza nel mercato interno.

Il messaggio è infatti chiaro e abbastanza uniforme da parte di tutti gli oppositori. “Non possiamo accettare una legge che non difende la genuinità, la tipicità e la tradizionalità dei nostri prodotti. La soglia di presenza accidentale di ogm nei prodotti biologici stabilita dai ministri europei è un danno per la nostra economia e un rischio non trascurabile per la sicurezza e la salute dei consumatori che si fidano del bio italiano”, dice Legambiente. I produttori dell’Aiab si appellano alle “Regioni, il Ministro De Castro ed il Parlamento per mettere in atto in tempi certi tutti i meccanismi per garantire la tolleranza zero”, restando in attesa di misure concrete. E Coldiretti si fa i conti in tasca: con la contaminazione si provocano perdite economiche superiori ai 6 miliardi di euro per effetto del crollo nelle esportazioni e del calo nei consumi stimabile pari al 60 per cento per il solo biologico.

Il fatto che si sia accettata una soglia dello 0,9% può significare tante cose. Tra queste, una di quelle che mi spaventa è che le contaminazioni non siano più controllabili. Ovvero che il sistema agroalimentare non sia in grado di garantire gli ogm free. Perché non posso essere libera di scegliere se acquistare un prodotto senza neanche la minima traccia di questi geni modificati? Interessante la richiesta di Coldiretti di disciplinare rigorosamente le sperimentazioni all'aperto per prodotti come vino o l’olio. Sperimentazioni poi avviate dal nostro Paese che si è sempre dichiarato il simbolo del cibo genuino, non omologato, semplice. E dove circa tredici regioni e oltre due mila comuni sono Ogm free.

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