Coralli e ostriche giganti nel Canale di Sicilia

Coralli giganti scoperti negli abissi del Canale di Sicilia A 500-650 metri di profondità in varie parti del canale di Sicilia, sono stati scoperti dal CNR diverse specie di Coralli e Ostriche giganti.

La spedizione era diretta da Andrè Freiwald, del dipartimento di paleontologia dell'Università di Erlangen, con la partecipazione di ISMAR (Istituto di Scienze MARine), CNR Bologna, dell’università di Milano e dell'OGS (istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste.

I ricercatori non immaginavano che il Corallium rubrum (corallo rosso), uno dei coralli a rischio per il suo sfruttamento commerciale, potesse crescere rigoglioso negli abissi del Mare Nostrum. Le conoscenze erano limitate dai dati raccolti dalla pesca commerciale. Con il corallo rosso sono stati trovati Lophelia pertusa, Madrepora oculata (corallo bianco), antipatari (corallo nero) e Dendrophillia (corallo giallo), in più è stata trovata, cementata alle pareti sottomarine, una specie ignota di ostrica gigante.

La scoperta è stata fatta tramite un ROV (Remote Operating Vehicle) Quest, che altro non è che un sottomarino di piccole dimensioni dotato di videocamera, teleguidato dal gruppo “Marum” dell’università di Brema.

Per capire come si sono evolute le barriere coralline e come potranno adattarsi ai cambiamenti climatici, spesso paleontologi e biologi lavorano insieme. Per questo capita che un paleontologo come Andrè Freiwald guidi una ricerca sui coralli di profondità.

I paleontologi studiano i coralli perché le formazioni coralline sono buoni indicatori paleoclimatici. Studiando il rapporto tra isotopi dell'ossigeno (O16/O18) nel carbonato di calcio (di cui le barriere coralline sono composte) si può stimare l'andamento della temperatura dell'acqua. In periodi freddi l'isotopo leggero O16 in soluzione (e quindi quello fissato nello scheletro dei coralli) evapora più facilmente dell'isotopo pesante. La sua concentrazione nei carbonati diminuisce. Nei periodi caldi accade l'inverso.

[Francesca Pratali e Lumachina]
Via | CNR

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