3 ondate tsunami dopo terremoto magnitudo 7.7 colpiscono la Columbia britannica ma non ci sono danni

Sono almeno 3 le ondate che hanno colpito la Columbia britannica questa mattina dopo che il terremoto magnitudo 7.7 che ha avuto come epicentro l'isola Haida Gwai. La scossa è stata registrata alle 20:04 ora locale (le 4:04 in Italia) nell'estremo ovest del Canada nell'Oceano Pacifico. Due onde hanno colpito l'isola di Haida Gwaii e Langara Island sulla estremità superiore nella zona precedentemente conosciuta come Charlottes Queen: la prima onda era alta 28 centimetri, la seconda 44 centimetri, mentre una ondata più piccola di 12 centimetri è stata registrato a Tofino. L'allarme tsunami è stato così declassato per la costa nord e per Haida Gwaii, così come per la costa centrale incluse Bella Coola, Bella Bella e Shearwater.

Il PTWC, Pacific Tsunami Warning Center anche se inizialmente aveva avvisato del fatto che non c'erano minacce consistenti per le isole Hawaii tiene comunque aperto l'allarme tsunami fino alle 19,00 di domani domenica 29 ottobre, mentre le allerta per le piccole imbarcazioni è fino a domani. Infatti le ondate di tsunami anche se basse possono generare correnti molto forti in mare.

Il sisma, che ha colpito una vasta area delle isole della Columbia Britannica è stato avvertito fino in Quesnel, Houston e Kamloops. E 'stato seguito da scosse di assestamento di cui la più alta è stata registrata a magnitudo 5,8. L'epicentro registrato è a 198 km a sud-sud-ovest di Prince Rupert a una profondità di 10 chilometri. John Cassidy sismologo del Natural Resources Canada ha detto che questo tipo di terremoto si verifica quando due placche tettoniche scorrono una contro l'altra, aggiungendo che non è del tipo che di solito provoca tsunami sostanziali.

Infatti le onde non hanno causato alcun danno, ma ci sono state evacuazioni a Haida Gwaii e Port Edward, vicino a Prince Rupert. I funzionari dicono che non è chiaro quante persone sono state costrette ad abbandonare le loro case.

Via | CBC News Canada
Foto | The Globe and mail

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