Rifiuti di Roma: "in nessuna capitale europea c'è una simile emergenza"

In un'interessante intervista concessa al quotidiano Il Messaggero, l'onorevole Judith Merkies, socialista olandese, europarlamentare a capo della delegazione della Commissione petizioni dell'Ue che visiterà Roma e Napoli per fare il punto delle emergenze che attanagliano da anni queste due città, ha disegnato un quadro non propriamente idilliaco relativamente alla gestione dei rifiuti in Italia.

In particolare, l'emergenza rifiuti a Roma è uno scenario senza pari in Europa; se paesi come Bulgaria, Romania e Grecia possono accomunare la loro disgrazia in materia rifiuti a quella capitolina, Roma resta comunque senza pari:

Nessun'altra capitale europea vive la situazione di Roma. Una grande città con la storia di Roma non si può permettere di continuare con questa situazione.

ha sentenziato Merkies, ponendo un punto al centro del problema: la proroga di Malagrotta.

Dopo aver ricevuto una petizione sottoscritta da numerosi abitanti del territorio della Valle Galeria, dove si trova Malagrotta e dove, sono le intenzioni, verrebbe creata una nuova discarica ai Monti dell'Ortaccio, la Commissione petizioni dell'Ue ha deciso di dare seguito alle richieste della cittadinanza cominciando da un sopralluogo sul posto, non senza sterili polemiche che abbiamo riportato pochi giorni fa.

Una petizione su Malagrotta (che va chiusa a dicembre) e altre tre per i Monti dell'Ortaccio, sito sul quale le criticità e le perplessità sono diventate certezze per molti: domani la Commissione incontrerà una delegazione di residenti della Valle Galeria e, in separata sede, con il prefetto Goffredo Sottile, con il sindaco Gianni Alemanno e con l'assessore provinciale Michele Civita.

Un'emergenza rifiuti, quella di Roma e del Lazio che

È sotto osservazione da parte della Commissione Europea. Bisogna avere garanzie sul fatto che i rifiuti non trattati non finiscano in discarica. L'utilizzo di Malagrotta a questo fine è esattamente il contrario di ciò che si deve fare. Le continue proroghe rendono la situazione particolarmente grave soprattutto perché il piano per il suo superamento non accenna ad essere attuato

ha spiegato la parlamentare europea socialista, sottolineando che è nell'interesse dell'Europa mediare, affinchè si trovi una soluzione sostenibile per tutti, tra le varie parti in gioco, ivi compresa la cittadinanza (sino ad oggi, va detto, ben poco ascoltata dalle istituzioni).

Il nostro rapporto finale sarà molto importante, perché la Commissione europea deve tenere conto delle osservazioni del Parlamento Europeo. Questo potrebbe avere un impatto sulla procedura di infrazione o sull'erogazione dei fondi comunitari. Pensiamo comunque che la collaborazione e il dialogo istituzionale in Italia siano la strada maestra

Una procedura d'infrazione milionaria: la proroga di Malagrotta, l'inattuazione dei proclami sulla differenziata (perchè parlare di promesse è anacronistico), i Monti dell'Ortaccio; si gioca anche su questo nuovo invaso la partita per risolvere questo complicato cubo di Rubik dei rifiuti romani: le petizioni e la letteratura prodotta dai comitati all'Europa denuncia un'eccessiva vicinanza di questo nuovo invaso all'enorme discarica di Malagrotta (700 metri), alle case (650 metri), alle rotte dell'Aeroporto di Fiumicino.

Monti dell'Ortaccio si trova inoltre in un territorio già saturo: l'inceneritore di rifiuti ospedalieri, le cave, la raffineria, il centro oli, la discarica più grande d'Europa e decine di aziende agricole che una volta erano il vanto di Roma: mozzarelle di bufala, latte, prodotti caseari, ma anche carne e verdure, nella Valle Galeria un tempo il territorio donava ricchezza; come spiegato sulla scelta di Monti dell'Ortaccio da Merkies

Non si può intervenire da Bruxelles sulla localizzazione di un sito, ma nel farlo in Italia si deve tener conto della volontà dei cittadini e delle amministrazioni locali. Se ciò non avviene, si violano precise normative europee. Se dovesse avvenire, non saremmo assenti.

Negli anni il sistema politico che ha gestito i rifiuti a Roma e nel Lazio, in stile "partitocratico" visto e considerato che i cambi di casacca non sono serviti a niente, ha già incontrato sulla sua strada l'Europa molte volte: procedure d'infrazione su Malagrotta e sul sistema di trattamento dei rifiuti, multe salate, l'emergenza è costata al Comune ed alla Regione milioni di euro, sostanzialmente "bruciati" dal lassismo e dall'incompetenza.

Il costo sanitario, che è la parte più onerosa, lo pagano invece i cittadini e i dati Asl sono lì a dimostrarlo.

Via | Il Messaggero

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