Caccia, associazione delle vittime dei cacciatori chiede di fermare la strage di civili

vittime caccia

Un bollettino di guerra, come ogni anno, quello che segna l'inizio della stagione della caccia. Oltre alle vittime obiettivo dichiarato, migliaia di animali spesso liberati proprio per soddisfare il desiderio di uccidere, celato dalla necessità del contenimento delle specie invasive per gli agricoltori, si contano morti anche tra i civili, sia cacciatori che cittadini completamente estranei alla caccia, in giro a raccogliere funghi o a fare due passi, diritto sacrosanto che dovrebbe essere tutelato.

Sono tredici i morti dall'inizio della stagione ad oggi ed il bilancio è destinato ad aumentare, lo sappiamo dai trend registrati negli anni precedenti. Alto anche il numero dei feriti: 33 al 20 ottobre. Come spiegano dall'Associazione delle vittime della caccia:

Le armi da caccia dal 1 settembre a sabato 20 ottobre hanno ucciso ben 13 persone e ferite 33, tra cacciatori e non: questo è quanto emerge dalla raccolta dell'Associazione Vittime della caccia in neppure 35 giorni effettivi di caccia. Senza contare, ancora, gli innumerevoli fatti che hanno avuto un epilogo fortunato, ma le condizioni per diventare una tragedia c'erano tutte: sono i casi di minacce, prepotenze, spari andati a vuoto, intimidazioni ecc. da parte di "legali detentori di armi ad uso caccia" contro altre persone. Fatti che elencheremo più avanti, in un quadro più generale di questa deriva tutta italiana chiamata "ars venandi".

L'associazione fa un appello per fermare la strage di civili. Daniela Casprini, presidente dell'Associazione, precisa:


La questione non è più su caccia-si/caccia-no, qui si tratta di fermare una vera strage. Le opinioni contano poco di fronte a questi fatti, a questi numeri di sangue. Infatti c'è da aggiungere ben poco, se la morte di persone innocenti, di bambini sacrificati alla caccia....passano nell'indifferenza! Cosa si deve aggiungere?! Cosa rimane da dire?! Cosa hanno da dire le associazioni venatorie, che sono falsi questi dati? Ma insomma, ci vuole un po' di onestà intellettuale, non possono negare questa evidenza! Non è forse un fenomeno allarmante questa escalation di vittime?! Con quale coscienza politici e amministratori vari continuano a favorire la caccia in ogni modo, pure a costo di andare contro le normative, incrementando anche questa barbarie? Non è accettabile, il Governo deve fare qualcosa: è guerra questa!

La Casprini chiede che la caccia venga messa al bando e invita a riflettere sulle cifre e sulle leggi vigenti che difendono interessi particolari a discapito della collettività:

I cacciatori non hanno i requisiti per usufruire della concessione dello Stato, come previsto dalla Legge 157/92. Perché se una esigua categoria di persone (720.000 circa) provoca un così alto numero di vittime, credo sia lecito dubitare sulla loro effettiva idoneità.

Via | Associazione delle Vittime della Caccia
Foto | © Getty Images

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