Città verdi, da nord a sud il rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente

Da Venezia a Messina passando da Trento, Verbania, Genova fino a Vibo Valenzia e Reggio Calabria, il rapporto di Legambiente ed Ambiente Italia dal titolo "Ecosistema Urbano" mostra un'Italia piuttosto grigia per le "città verdi": più che un "migliore" c'è un "meno peggiore".

Nel triste quadro che emerge dal rapporto, presentato a Venezia, è proprio il capoluogo veneto ad emergere dal mucchio: la romantica città infatti si riconferma in testa alla classifica, grazie al miglioramento della depurazione dei reflui, ai consumi elettrici pressocchè stabili, all'aumento (anche se di poco) della raccolta differenziata (che si attesta al 36%) ed all'uso di mezzi pubblici.

Dal rapporto "Ecosistema Urbano" però non emerge un Belpaese degno di questo nome: nei capoluoghi italiani non crescono le isole pedonali, le zone a traffico limitato, le reti ciclabili urbane; resta pesante l'inefficienza energetica e quella del trasporto pubblico, incapace di attrarre passeggeri e, parallelamente, messo in difficoltà dai tagli governativi (i cui effetti concreti saranno evidenti nei prossimi mesi).

Sul podio, oltre Venezia, anche Bologna e Genova: stesso trio e stesse posizioni della scorsa edizione, forse a dimostrazione sia delle difficoltà economiche delle pubbliche amministrazioni che anche delle scarne misure messe in campo finora (non c'è "inerzia" in tal senso); nelle città di media grandezza Trento, che lo scorso anno era seconda dopo Bolzano, è balzata in vetta alla classifica: grazie ad un abbattimento di 7 microgrammi per metro cubo di biossido di azoto, l'innalzamento della differenziata al 64,3% (+4% rispetto lo scorso anno), 182 viaggi pro-capite all'anno sui mezzi pubblici sono i punti di miglioramento degni di nota del capoluogo trentino.

Seguono, tra le città medie, Bolzano, La Spezia, Parma e Perugia: secondo il rapporto le città di medie dimensioni sono quelle maggiormente reattive e sensibili alle problematiche ambientali e urbane di sostenibilità; tra i piccoli centri invece spicca Verbania, grazie sopratutto ad un livello di raccolta differenziata di prim'ordine (72,1%, seconda solo a Pordenone).

Maglia nera al martoriato sud: Reggio Calabria per le città medie, Vibo Valentia per quelle piccole e Messina per le grandi città sono i fanalini di coda nel rapporto, dato che non hanno nemmeno risposto ad alcune domande dei promotori del dossier, rendendo impossibile effettuare una valutazione, discorso che non vale per il capoluogo calabro anche se le risposte date sono state giudicate non esaustive.

Le città possono essere il fulcro di un rinnovamento radicale del Paese, perchè insieme alla costruzione di un'economia a bassa emissione di anidride carbonica e la messa in sicurezza dei territori e degli edifici, rappresentano la via maestra per uscire dalla crisi economica e dal declino.

ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.

Via | Legambiente
Foto | Flickr

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