Nocondonoedilizio, Legambiente sale sulle barricate e lancia la petizione

Su Twitter è già un must l'hashtag #nocondonoedilizio: dopo l'allarme lanciato da Legambiente su una nuova illegale colata di cemento in discussione al Senato: il Ddl, primo firmatario l'ex guardasigilli Francesco Nitto Palma, prevede un nuovo, generalizzato, condono edilizio contro il quale l'associazione ambientalista ha avviato una raccolta firme.

Il Ddl sul condono edilizio, che sarebbe il quarto nella storia repubblicana, utilizzerebbe il pretesto del blocco delle demolizioni delle abitazioni abusive in Campania per riaprire quella finestra sanatoria aperta dal governo Berlusconi nel 2003:

addirittura si propone di cancellare le sentenze di demolizione già passate in giudicato

ha denunciato Legambiente.

Il periodo elettorale nel quale siamo immersi fino al collo non sta portando quella ventata di aria fresca che ci saremmo aspettati dopo la sessantennale apatia italiana: il condono è, in tal senso, una misura populista becera e pericolosa, sia per lo stato di degrado ambientale (certificato della proposta ribattezzata "salva suolo" della quale abbiamo parlato in passato) che civico nel quale l'Italia sguazza.

Evitare l'abbattimento, spesso già previsto dalla magistratura e già passato in giudicato, di migliaia di costruzioni abusive non è un provvedimento contro qualcuno, ma a favore di qualcos'altro: di un territorio più sano e sicuro, più tutelato e figlio di un rapporto di reciprocità, ormai dimenticato, tra essere umano e territorio.

Legambiente è furiosa:

Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato dall’abusivismo edilizio, gli affari sporchi consumati dalle ecomafie. Non bastano le oltre 258mila abitazioni illegali costruite dal 2003 a oggi, per un fatturato in nero di 1,8 miliardi di euro.

e come dargli torto, viste le alluvioni dello scorso anno e considerando che tutte le proposte più progressiste e sostenibili vanno nella direzione diametralmente opposta: come anche proposto dal Comitato RomaSiMuove, il consumo di suolo che permette di soddisfare inutili e caotiche mire espansionistiche delle città in mano ai costruttori (Roma in primis) è ormai diventato un mostro che fagocita porzioni immense di territorio, lasciando all'abbandono monumenti storici e palazzi cinquecenteschi completamente sventrati nelle zone del centro.

Se pensate che nel quartiere San Lorenzo di Roma venne bombardato dagli Alleati nel 1944: da allora ci sono ancora palazzi interi, disabitati e inagibili dopo essere stati colpiti dalle bombe, sono ancora lì per dimostrare a tutto il mondo quanto le parole sono rimaste tali negli ultimi settant'anni di storia.

Il nostro Paese ha bisogno di interventi di messa in sicurezza del territorio, di risanamento ambientale, di riqualificazione del patrimonio edilizio. L’esatto contrario della politica dei condoni, che ogni volta produce nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d’Italia si cominciano a fare.

prosegue Legambiente, lanciando una campagna che ha già raccolto firme autorevoli e che si prospetta molto agguerrita.

Via | Legambiente

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