Europa, ogni anno il Continente spreca 89milioni di tonnellate di cibo

In occasione del Forum annuale della grande distribuzione, il Commissario europeo all'ambiente Janez Potocnik ha riservato parole dure contro lo spreco di cibo che si consuma in Europa: 89 milioni di tonnellate di cibo vengono ogni anno gettate nell'immondizia.

Uno spreco intollerabile per dimensioni e background culturale che va assolutamente corretto tramite provvedimenti che, viste le cifre, risultano oggi improrogabili; il clamoroso spreco avviene, secondo Potocnik

lungo l'intera catena di fornitura alimentare, dalla produzione agricola allo stoccaggio, la trasformazione, la distribuzione, la gestione e il consumo. Ma nell'Unione europea e in Nord America, avviene soprattutto nelle fasi della distribuzione e del consumo.

Come sottolineato dal Commissario europeo per l'ambiente lo spreco di cibo è un problema, oltre che ambientale, anche morale ed economico: siamo noi consumatori in primis a non riflettere abbastanza sul problema, essendo che il picco di spreco si ha nella fase del consumo dei prodotti, gravando tra l'altro sui costi "a posteriori" che vanno sostenuti per smaltire i nostri scarti, ivi compreso l'inquinamento atmosferico dovuto all'incenerimento o all'interramento dei rifiuti (che in Europa vengono compostati ancora troppo poco, in Italia meglio non ricordarlo).

Montagne di cibo non consumato danno un grande contributo al riscaldamento globale e alla produzione di metano, un gas serra 21 volte più potente della CO2.

ha detto Potocnik spiegando:

Parliamo del carburante e dell'attività di estrazione necessarie per fare il fertilizzante, oltre al trasporto, la refrigerazione, l'imballaggio, le emissioni tossiche nell'aria e nelle acque, oltre all'uso di tante altre risorse naturali.

Uno spreco che avviene in un pianeta che ha fame: un miliardo le persone affamate nel mondo che vede nel suo estremo opposto altrettante persone affetti da malattie cardiovascolari e diabete: un gap insostenibile e privo di qualunque fondamento morale, politico, intellettuale che va ridotto:

Meno rifiuti alimentari porterebbero ad un migliore uso dei terreni, ad una migliore gestione delle risorse di acqua e ad un uso più sostenibile del fosforo, con un impatto positivo sui cambiamenti climatici.

ha concluso il Commissario europeo; il controllo delle scadenze dei prodotti al momento dell'acquisto, la programmazione alimentare per evitare di comprare cibi in eccesso, il consumo di prodotti di stagione, possono essere alcune accortezze fondamentali.

Nell'abbondanza può essere utile anche il congelare ciò che realisticamente non consumiamo nel breve periodo o alla conservazione dei prodotti "diversificata": ricette creative con "gli avanzi" ad esempio o riuso degli alimenti in eccesso sono passi fondamentali verso un consumo di cibo più sostenibile, attento e meno sprecone.

Come affermato anche dal fondatore e Presidente internazionale di SlowFood Carlo Petrini a margine del Salone del Gusto di Torino:

Dobbiamo essere coscienti che la vera sostenibilità è quella che non considera il cibo una merce, ma rispetta la biodiversità e la dignità dei produttori.

Via | Ansa
Foto | Flickr

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