Roma, per Clini "i rifiuti in strada sono l'alternativa a discarica"

A seguito della visita della Commissione Europea petizioni al sito di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio, e sopratutto a seguito delle dichiarazioni della stessa Commissione, le reazioni istituzionali degli attori del teatrino dell'emergenza rifiuti di Roma sono state veementi.

In primis quelle del Ministro per l'ambiente Corrado Clini, il quale non ha tutti i torti quando afferma che, senza Malagrotta, Roma è destinata a riempirsi di immondizia lungo le sue storiche strade; per questo il ministro ha paventato misure "eccezionali":

Il commissario sta lavorando su delle soluzioni ma se alla fine non risulteranno praticabili per un'opposizione politica o Roma si riempie di rifiuti oppure il governo si fa carico di iniziative eccezionali.

Valle Galeria come Taranto dunque? Niente di più diverso: a Roma non c'è un dramma occupazionale in atto come invece è per Ilva, ma un vero e proprio dramma sanitario quello si; le indagini epidemiologiche effettuate dall'Asl Roma e dall'Arpab mostrano un quadro piuttosto inquietante, con valori di inquinamento fuori da ogni parametro.

Non è tanto un discorso di rischi, quanto di fattibilità: Monti dell'Ortaccio, questo il parere anche della Commissione petizioni dell'Ue, non è la soluzione adatta per sostituire Malagrotta; troppo vicina alle case, all'aeroporto, all'attuale discarica, in una zona già satura a livello ambientale; ed è questo il parere anche del vicepresidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli:

Non servono analisi tecniche per vedere quanto Monti dell’Ortaccio sia limitrofa alle case, all’aeroporto e alla discarica in chiusura; chiederemo quindi al prefetto Sottile il perché di questa scelta, carte alla mano.

Monti dell'Ortaccio è stato inserito nella lista dei sette siti papabili per la nuova discarica in base

agli studi effettuati dai tecnici della Regione Lazio.

Come Riano, che venne prima scelto dal prefetto Giuseppe Pecoraro (ex commissario all'emergenza), scelta poi annullata da Goffredo Sottile, anche Monti dell'Ortaccio è di proprietà del Co.La.Ri., il consorzio dei rifiuti di proprietà di Manlio Cerroni, che ha trionfalisticamente mostrato le due linee di Tmb (Trattamento meccanico biologico) Malagrotta 2, che in realtà non frazionano i rifiuti ma producono Cdr da bruciare nel gassificatore di proprietà dello stesso Cerroni.

E come per Riano, e Corcolle e Pian dell'Olmo e Monte Carnevale, anche Monti dell'Ortaccio è stato selezionato sulle carte fornite dal proponente, cioè il Co.La.Ri., senza che i tecnici della Regione effettuassero studi di fattibilità in loco.

Sarebbe bastato andarci, ai Monti dell'Ortaccio, per capire che pensare di realizzare una discarica in un lago è folle, come altrettanto folle è pensare di fare una seconda discarica con le stesse modalità di Malagrotta (che inghiotte tal quale, e sulla quale c'è già una procedura d'infrazione dell'Europa), con l'aggravante che i due siti sono a 700m di distanza tra loro in una territorio dove c'è anche un inceneritore di rifiuti ospedalieri, cinque cave, una raffineria, un gassificatore, l'aeroporto di Fiumicino e l'inquinamento atmosferico del Grande Raccordo Anulare.

Il Ministro Clini, messo alle strette, ieri ha sbottato:

Poiché il ministro dell Ambiente non può tollerare l'idea che dal 1 gennaio 2013 i rifiuti di Roma vadano per strada perché nessuno si è assunto la responsabilità di scegliere, sceglieremo noi. E le scelte purtroppo piacciono a qualcuno e non piacciono a qualcun'altro. E' scandaloso che in questi anni le amministrazioni e i cittadini di Roma invece di pretendere il trattamento dei rifiuti abbiano consentito che quelli non trattati andassero in discarica, avendone come vantaggio una tariffa bassa. Vorrei che ci fosse il senso di responsabilità dei cittadini e degli amministratori, di decidere che, come avviene a Milano, Venezia, Torino, Bologna e Perugia, i cittadini sono capaci di gestirsi il ciclo dei rifiuti in maniera da renderlo autosufficiente. Il commissario sta lavorando su delle soluzioni ma se alla fine non risulteranno praticabili per un'opposizione politica o Roma si riempie di rifiuti oppure il governo si fa carico di iniziative eccezionali.

L'alternativa a Malagrotta è veramente solo vedere i rifiuti per le strade di Roma; la cartina tornasole dovrebbe riportare alle immagini dello sciopero dello scorso anno, quando per 24 ore la raccolta venne sospesa causando un accumulo di rifiuti notevole lungo le strade: Roma ogni giorno produce il doppio dei rifiuti di Napoli, ma smaltendoli in un unico sito che, una volta chiuso, presenterà un evidente problema di ordine pubblico alla città nel giro di 48 ore: non è allarmismo ma realtà.

Se il ministro Clini parla di differenziata, l'argomento non tocca Ama, la municipalizzata dei rifiuti, che inchioda Roma sul 26%, una quota vergognosa; il problema sembrerebbe dunque irrisolvibile. Gli stessi cittadini però propongono soluzioni di raccolta differenziata da attivare immediatamente, le delibere nei vari Municipi di Roma sono numerose, ma si resta fermi al palo: è vero quanto dice Clini, il sistema politico ha impigrito Roma approfittando della soluzione ad hoc facente capo a Cerroni e risultando oggi completamente incapace di gestire il problema, ma questa è materia per i cittadini del Lazio che a gennaio andranno a votare.

Il problema è qui ed ora e, posta la chiusura sicura di Malagrotta il 31 dicembre prossimo, va trovata una soluzione: impedire che gli impianti di Tmb Malagrotta 2 producano Cdr, attivare le altre tre linee di Tmb presenti sul territorio della Provincia di Roma, studiare una soluzione provvisoria realmente sostitutiva a Malagrotta (non nella Valle Galeria, come da indicazioni Ue) nella quale stoccare solo rifiuti trattati: sono mesi che i Comitati propongono queste soluzioni, ma la struttura commissariale non ha mai voluto incontrarli.

Ora è arrivata l'Europa e, con lei, gli allarmi; i cittadini, in tal senso, dovranno ricordarsi di tutto questo quando a breve voteranno.

Foto | TmNews

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: