D'Alema a Lula: l'etanolo non affama il mondo

D'Alema e Lula al Parlamento europeo, 5 luglio 2007
Il Ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha incontrato stasera - al Parlamento europeo di Bruxelles - il Presidente del Brasile Luiz Inàcio Lula da Silva. L'occasione era quella di un seminario organizzato dall'associazione EUBrasil intitolato "Brasile ed Europa: frontiere del futuro". Tra i temi trattati, vi è stato anche quello dei biocarburanti.

D'Alema ha elencato i tanti punti su cui una collaborazione dell'Europa (e dell'Italia in particolare) con il Brasile è importante per ottenere grandi risultati sul piano internazionale (ad esempio la prosecuzione del negoziato di Doha in ambito OMC). Fra questi punti, il Ministro degli Esteri ha incluso il cambiamento climatico e la protezione ambientale.

Il Ministro ha citato il Brasile come esempio nell'impegno della lotta ai cambiamenti climatici per le sue scelte in tema di biocarburanti, sostenendo che, come testimoniano i recenti accordi fra Brasile e USA, anche Bush si è ormai accorto che la strada intrapresa su questo tema da Lula è la via da seguire.

Per D'Alema infatti "la polemica sull'etanolo che sottrae terreni alla coltivazione e toglie il cibo alle persone è fine a se stessa": il Ministro ha affermato di non credere alla storia dell'etanolo che affama le persone (teoria il cui più noto esponente è ormai Fidel Castro). Secondo D'Alema, non è la mancanza di terreni a causare la fame nel mondo, ma l'enorme disuguaglianza nella distribuzione delle risorse.

Personalmente credo che D'Alema affronti la questione in modo parziale: è vero che la disuguaglianza nella distribuzione delle risorse è la causa della fame nel mondo. Ma l'etanolo peggiora o no la situazione? Dato che i prezzi del mais e dei terreni adatti alla sua coltivazione sono andati alle stelle negli ultimi due anni per via della produzione di etanolo, è chiaro che la produzione di biocarburanti ha diminuito il numero di persone che si possono permettere di comprare prodotti agricoli. L'etanolo quindi non favorisce la fame nel mondo perché fa mancare i terreni, ma semplicemente perché fa aumentare il valore dei terreni e delle coltivazioni e dunque i prezzi dei prodotti agricoli sul mercato. L'etanolo è come un enorme estrogeno che gonfia il mercato dell'agricoltura...

Anche sul versante dell'inquinamento, a mio avviso è giusto chiedersi se i biocarburanti non siano un tardivo palliativo (chiedo scusa per la rima baciata) al superamento del motore a combustione interna. E' davvero giusto - ecologicamente parlando - fare investimenti a lunghissimo termine sul motore a combustione interna quando le alternative (elettrico, ibrido, idrogeno, metano) dovrebbero essere pronte nel medio periodo?

  • shares
  • Mail
20 commenti Aggiorna
Ordina: